SECONDO ME
“Caro Maggi, sono un allevatore e un collega ambientalista: ti invito a metterti gli scarponi e parlare con chi la pastorizia la vive”
Giottonini, agricoltore e vicepresidente ATsenzaGP, replica alla gioia del responsabile ticinese del WWF per il ritorno del lupo. “Mi riesce difficile immaginare di essere promotore della biodiversità stando seduto in ufficio con un panda appeso al muro"

di Gabriele Giottonini*

Caro Francesco Maggi, collega ambientalista,

ho letto, ma recepito con rammarico e tristezza, la tua gioiosa esternazione a nome del WWF riguardo la presenza della cucciolata di lupi in valle Morobbia.

Chi ti scrive è una persona che la causa ecologista l'ha vissuta, ma soprattutto praticata fin dagli anni ‘70. Attivista antinucleare, fra i promotori dell'iniziativa “12 domeniche senz'auto”, 20 anni di lavoro sociale e di animazione culturale in Valle Verzasca, per 10 anni responsabile campi WWF “una settimana con le capre” all'alpe Co'der Prèda, e in fine allevatore di capre e pecore sulle montagne Verzaschesi.

Mi riesce difficile immaginare di essere promotore della biodiversità e di un'evoluzione sociale sostenibile, restando quietamente seduto in ufficio con un PC e un panda appeso al muro. L'esperienza fin qui vissuta mi ha fatto capire che i veri ambientalisti portano gli scarponi e hanno le maniche rimboccate, lavorano sodo al mantenimento del paesaggio, alla qualità di vita e a produrre cibi locali di qualità. Credo che la Lobby ambientalista che rappresenti abbia superato in supponenza il limite della tolleranza. L'idea di essere i soli portatori del sapere nuoce per definizione, e l'esito delle recenti votazioni lo conferma. Il fatto poi di ignorare o non cogliere il turbamento profondo e la sofferenza di chi è stato o teme di essere oggetto di predazione, che ama i suoi animali e il suo lavoro e vede la sua attività futura con grande apprensione e incertezza, lo trovo cinico e deplorevole e non fa onore alla vostra causa.

Caro Francesco, attendo vivamente di incontrarti a quattr'occhi per approfondire e argomentare sul tema a voi caro dell'atteso e auspicato ritorno dei grandi predatori.

Nel frattempo non disdegnarti di mettere gli scarponi e di andare a discutere con chi la cultura della pastorizia la conosce, la vive e sa riproporla alle nuove generazioni.

*allevatore di capre e pecore a Lavertezzo, Vicepresidente ATsenzaGP (Associazione per un Territorio senza Grandi Predatori)

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