SECONDO ME
“La Bravofly? L’emblema dei risultati deleteri della libera circolazione di imprenditori rapaci. Non sono queste le aziende di cui abbiamo bisogno”
SECONDO ME - Aron D’Errico, per il Movimento dei Giovani Leghisti, sul controverso caso dell’agenzia: “Oltre a compiere dumping e a non offrire alcun valore aggiunto alla regione, sta pure vergognosamente prendendo il giro le nostre istituzioni”

di Aron D’Errico*

L’agenzia di viaggi Bravofly, con sede a Chiasso, è l’emblema dei risultati deleteri della libera circolazione delle persone e di un’imprenditoria senza scrupoli che sta distruggendo il mercato del lavoro ticinese; di fronte all’inazione dei partiti storici, che invece di difendere la nostra gente, si sgolano per difendere il luminare Rico Maggi e il suo assurdo studio IRE che nega che ci sia un problema di frontalierato.

L’ufficio dell’ispettorato del lavoro ha ufficialmente accertato ciò che era sotto gli occhi di tutti: alla Bravofly sono impiegati ben 266 frontalieri e solo uno svizzero! Inoltre il salario medio è di miseri 2'800 franchi. Un salario del genere è chiaramente improponibile per vivere in Ticino.

La Bravofly, oltre a compiere dumping salariale e a non offrire alcun valore aggiunto alla nostra regione, tanto che lo stesso ispettorato afferma che se la Bravofly dovesse lasciare Chiasso, ciò non avrebbe un particolare impatto sul mercato del lavoro locale, sta pure vergognosamente prendendo il giro le nostre istituzioni. Infatti non appena il Cantone ha promulgato il nuovo Contratto normale di lavoro (CNL) per le agenzie di viaggi, la Bravofly -  che è chiaramente un’agenzia di viaggi - ha cambiato la sua denominazione in agenzia digitale, per evitare così di essere vincolata al minimo salariale deciso dal Cantone e poter continuare indisturbata ad elargire salari infimi. Ciò è una vergogna!

Noi Giovani Leghisti siamo stufi dei magheggi di imprenditori rapaci che si trasferiscono in Ticino, pensando di poter fare tutto quello che vogliono. Mentre ci sono frotte di giovani in disoccupazione ed in assistenza, ci sono imprese che pensano di farla franca, importando le peggiori abitudini e furberie italiane. Non sono queste le imprese di cui ha bisogno il Ticino.

Di fronte a tutto ciò, noi giovani leghisti non possiamo rimanere silenti, perché stiamo dalla parte del 70% dei ticinesi che ha votato “sì” il 9 febbraio e che si aspetta risposte serie ed efficaci. Nell’attesa che a Berna ci si dia una mossa, e che vengano elette persone che non intendono sabotare la volontà popolare.

*per il Movimento Giovani Leghisti

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