"Cosa fareste voi se foste i responsabili di un progetto e parlaste tedesco? Cerchereste sicuramente di lavorare con del personale che parla la vostra lingua, nel limite del possibile"
La vicenda dei catering di Alptransit, assegnati tutti a ditte del Canton Lucerna, continua a far discutere. Al nostro articolo che tracciava il quadro di quanto è accaduto (leggi qui), replica Fabrizio Valsangiacomo, che aveva già espresso un’opinione controcorrente. Ospitiamo volentieri la sua presa di posizione, precisando che: non rendiamo noti i nomi delle aziende ticinesi che hanno concorso (su loro richiesta), ma sappiamo quali sono. Come sappiamo che hanno risorse umane fisse ben superiori a quelle per esempio che dichiara la ditta Tobler (12 collaboratori fissi), vincitrice di ben tre appalti per i catering previsti a inizio giugno. Infine, a nessuno è mai passato per la testa di colpevolizzare le aziende lucernese.
In effetti, però, il problema della lingua, sollevato da Valsangiacomo in questo suo scritto, è probabilmente e purtroppo molto concreto… Anche se le aziende ticinesi scartate hanno lavorato e lavorano anche per eventi in cui la lingua ufficiale è il tedesco.
emmebi
di Fabrizio Valsangiacomo *
Di solito non ribatto ai miei scritti, ma lascio che ognuno si esprima come meglio crede, però visto che sono stato tirato in ballo, rispondo con piacere e spero che la mia replica possa anche essere pubblicata, senza nessuna polemica da parte mia.
Sul fatto di dissentire sulla mia analisi, non vedo nessun problema, ma quello che vorrei sapere è: quali sono le ditte o consorzi ticinesi che hanno partecipato al concorso? quale è la forza in risorse umane di questi ultimi per riuscire a gestire un numero di persone così elevato? Quali sono in dettaglio i requisiti richiesti e su quali siamo, come ticinesi, scivolati malamente? Finché non si conoscono i dati nello specifico, possiamo stare qui a scrivere paginate senza arrivare ad una conclusione che ci metta d'accordo tutti e due.
Nel mio testo avevo scritto che avevamo perso alla grande, voi invece avete utilizzato un termine calcistico con il 4 a 0. Il risultato è lo stesso, solo che nel mio caso non ho colpevolizzato le ditte di Lucerna ma ho guardato in casa nostra. Dovremmo farlo più spesso, però la tendenza in Ticino è quella di dare la colpa sempre agli altri senza analizzare in dettaglio le nostre sconfitte. Siamo sempre stati discriminati e lo saremo sempre se ci piangiamo addosso, quindi ora è arrivato il momento di cercare di finire la partita sul 4 a 2 e dimostrare che siamo in grado anche in un futuro prossimo di sostituire aziende di oltre Gottardo, in certi ambiti.
Abbiamo molte possibilità di rifarci creando noi degli eventi come contorno a quelli ufficiali di giugno e perché no anche feste con la polenta ticinese che tanto piace a Gobbi. Ahimè, probabilmente riusciremmo anche a polemizzare sulla materia prima che probabilmente arriverebbe dall’Italia, cavolo! Magari ci sarebbe anche il gorgonzola italiano….. Oh signur!
Un dettaglio che non mettiamo mai in conto è la lingua tedesca tanto odiata ma utile in casi come quello del concorso del catering. Cosa fareste voi se foste i responsabili di un progetto e parlaste tedesco? Cerchereste sicuramente di lavorare con del personale che parla la vostra lingua, nel limite del possibile. Purtroppo in Ticino si snobba la lingua di Goethe non vedendo le opportunità che il nord della Svizzera ci può offrire, ma ci ostiniamo a guardare verso sud dove l’invasione arriva con la lingua inglese. Sì l’inglese è importante ma dall’Italia con la sola Lombardia, quante sono le persone che lo parlano? Un milione, un milione e oltre?
Nel mio piccolo, cerco in tutti i modi di convincere i giovani a imparare il tedesco e magari farsi un’esperienza lavorativa a nord del tanto martoriato Gottardo, invece, le varie scuole si concentrano sulla lingua inglese abbandonando gradualmente qualche nostra lingua nazionale. Ci stiamo facendo male da soli e non facciamo niente per evitarlo.
* Gruppo TicinoInformato