SECONDO ME
Donatello Poggi: "Ebbene sì, il 10 aprile voterò Lega". E spiega perché parafrasando "Quelli che..." di Jannacci
"Quelli che non hanno mai visto un capannone industriale e non hanno mai timbrato il cartellino ma si ergono a difensori dei lavoratori..."

Approdato alla Lega proveniente da sinistra, dopo un’esperienza parlamentare nel Partito del lavoro, iniziata nel ’95, Donatello Poggi ha avuto negli ultimi anni un rapporto di amore e odio con il movimento di via Monte Boglia. La sua ultima esperienza politica è stata la creazione del “Fronte degli indignati”. L’ex deputato ed ex municipale di Biasca (ora trasferitosi) ha del resto sempre avuto un animo ribelle. In una lettera aperta, nella quale si definisce “orgogliosamente svizzero, all’occorrenza razzista”, fa però sapere che quest’anno tornerà a votare Lega. E spiega perchè parafrasando "Quelli che" di Enzo Jannacci (VIDEO).

Di Donatello Poggi

Ebbene sì, spiacente di deludere i soliti gufi ma per le prossime elezioni comunali ormai in dirittura d’arrivo, voterò Lega dei Ticinesi; non dovrebbe d’altronde essere una novità.
Mai sosterrò i cosiddetti partiti storici (quelli per intenderci del tavolo di sasso …) pieni zeppi di saccenti pensionati d’oro statali (parecchi “compagni” …), incompetenti promossi senza vergogna, leccapiedi e per questo pagati profumatamente (da noi!), trombati nei vari appuntamenti elettorali ma poi “ricompensati” con posti d’oro (pagati da noi!) nell’amministrazione più gonfiata e scadente di sempre. Non è soltanto un mio pensiero.

Quelli del “politicamente corretto” che ora non sanno più che pesci pigliare; quelli delle “porte aperte” per tutti, tanto paga chi ha sempre pagato, ma con sempre meno diritti; quelli che gli “abusi nel sociale” (AI, assistenza e disoccupazione) erano soltanto “fantasie destroidi” e che adesso non parlano più. Pagate voi il conto?

Quelli che non hanno mai visto un capannone industriale e non hanno mai timbrato il cartellino ma si ergono a difensori dei (SIC!) lavoratori. 

Quelli che (bravi solo loro) “… è stata un’esperienza arricchente e intensa ma …” quando il gioco si fa duro menano le cosiddette “tolle”.

Quelli che, per parlarci chiaro, hanno mandato a catafascio svariati comuni e il Cantone intero. 
Potrei andare avanti per giorni ma mi fermo qui poiché iniziano a venirmi le convulsioni.

Non dimentico e mai dimenticherò il biglietto del Nano nel “lontano” 1999 (non stavo attraversando proprio un bel periodo) nel quale mi scriveva: “Donatello, tieni duro e, se hai bisogno di sfogarti, Il Mattino sai che c’è.” Sarò anche un “cane sciolto”, ma la riconoscenza e l’amicizia non sono acqua, a casa mia.
Il Nano, 25 anni fa, ebbe una grande intuizione politica che fa ancora tremare coloro (i soliti sapientoni della politica ticinese …) che allora ridevano. Perché non ridete più?

 

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