In senso pratico noi vogliamo favorire principalmente la conversazione di dialetto, in modo tale che i giovani comincino perlomeno passivamente a comprenderlo, prendendo di riferimento il dialetto locale di quartiere. La grande Lugano è molto vasta e tutti ben sanno che il dialetto della Valcolla non è identico, ad esempio, a quello di Pazzallo.
Questi ad ogni modo sono i classici “problemi grassi”, sollevati principalmente da coloro che vogliono affondare a priori la nostra proposta concreta. I maligni potrebbe obbiettare un aumento dei costi della scuola.
Questa iniziativa non vuole assolutamente gravare sui conti cittadini già in difficoltà. Come? Semplice, offrendo corsi dopo scuola gestiti unicamente da volontari. Noi firmatari siamo a disposizione e credo che non siamo gli unici ad aver a cuore le nostre tradizioni. Invito coloro che ritengono che il dialetto non sia una lingua, di chiedere un parere agli Svizzero Tedeschi sul loro amato Schwiizerdütsch… la risposta di sicuro non sarà sulla vostra lunghezza d’onda. Tanto dovevo!