SECONDO ME
Un Ticino sempre più povero, Quadri replica a Beltraminelli: "Gli asilanti non devono essere integrati nel mondo del lavoro, gli immigrati nello stato sociale non devono ricevere prestazioni, le espulsioni vanno rese più rapide. E poi ci sono i frontalier
Il consigliere nazionale al ministro: "Se in Ticino entrano ogni giorno 65mila frontalieri, e, di questi, 40mila sono attivi nel terziario dove non colmano alcuna carenza di manodopera locale, è scontato che poi non ci sia lavoro per i residenti. Questi ultimi, di conseguenza, cadono in situazioni di povertà"
Foto: TiPress/Carlo Reguzzi
LOCARNO - Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri replica sulla sua bacheca Facebook alle riflessioni del ministro Paolo Beltraminelli (
) sul nostro articolo sulla povertà in Ticino.

di Lorenzo Quadri

“Il testo del Beltradirettore del DSS pubblicato su liberatv merita un paio di considerazioni.

- Scrive il Consigliere di Stato: "Molti rifugiati ammessi non hanno una formazione professionale per le esigenze svizzere e per tre quarti restano a carico della rete sociale”. Certo, ma il punto è un altro: ossia che molti di questi asilanti non dovrebbero nemmeno più essere in Svizzera. Le ammissioni provvisorie devono tornare ad essere tali.

L’asilante che non è individualmente minacciato ma che scappa dal suo paese perché è in guerra, una volta passata l’emergenza umanitaria deve rimpatriare. Invece questo adesso non avviene.

Gli asilanti non devono venire “integrati” nel mondo del lavoro di questo sempre meno ridente Cantone dove, “grazie” all’invasione da sud, non c’è più spazio nemmeno per i ticinesi. Devono venire rimpatriati.

Scrive il Consigliere di Stato: “Insisto che finché una persona che ha diritto di risiedere (da noi) deve poter ricevere gli aiuti dell’assistenza perché non vogliamo che aumentino i furti e il degrado sociale”.

Occorre ribadire: gli immigrati nello Stato sociale non devono ricevere prestazioni. Le espulsioni vanno rese più rapide ed efficaci (anche se ovviamente molto dipende dalle istanze giudiziarie).

- Scrive il Consigliere di Stato: "Fatico a credere che chiudendo i vasi comunicanti (ossia le frontiere) si aumenti il benessere”. Ohibò, eppure è tanto semplice: se in Ticino entrano ogni giorno 65mila frontalieri, e, di questi, 40mila sono attivi nel terziario dove non colmano alcuna carenza di manodopera locale, è scontato che poi non ci sia lavoro per i residenti. Questi ultimi, di conseguenza, cadono in situazioni di povertà.

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

PANE E VINO

Enoturismo, la Cantina alla Maggia di Ascona tra le eccellenze svizzere

10 OTTOBRE 2026
LETTURE

“Il Ticino e i suoi comuni”, storie di un mondo che cambiava

08 OTTOBRE 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

Carovita, la rivolta dei sindacati: "Il Governo riconosce solo lo 0,25%, non basta"

07 OTTOBRE 2026
PANE E VINO

Giglia apre nel salotto di Lugano: una nuova casa per i suoi celebri Marron Glacé

06 OTTOBRE 2026
BANCASTATO

Sostenibilità, ecco le tre PMI premiate da BancaStato

06 OTTOBRE 2026
TELERADIO

È morto Marco Blaser, una vita davanti alle telecamere della RSI

05 OTTOBRE 2026
LiberaTV+

IL FEDERALISTA

Marina Masoni: la speranza, l'espediente, il baratro. E "il silenzio sui conti"

27 SETTEMBRE 2026
SECONDO ME

"Basta campare di politica e CdA!"

02 OTTOBRE 2026
SECONDO ME

Dadò: "Inchieste sì, ma indipendenti e credibili"

04 OTTOBRE 2026