SECONDO ME
Grounding di Darwin e crisi dell'aeroporto, il j'accuse di Tiziano Galeazzi: "Perché il Municipio e Lugano Airport non ci hanno ascoltato? Non siamo dei veggenti, ma ciò che abbiamo detto e scritto si sta compiendo..."
Il capogruppo UDC in Consiglio comunale ci scrive: "Mi chiedo come ancora oggi si possano avanzare vecchi teoremi, speranze e illusioni sul rilancio, già polverizzate dagli eventi. L'ostinazione è una brutta cosa..."
foto: TIPress/Benedetto Galli
di Tiziano Galeazzi *

Era il mese di aprile quando presi carta e penna e con il mio gruppo in Consiglio comunale ci preoccupammo della crisi Alitalia in commissariamento giudiziale, inoltrando al Municipio un'interrogazione dal titolo: “Il commissariamento di Alitalia avrà conseguenze anche da noi?”.

Ebbene lo scorso 12 giugno il Municipio con poche righe scarne ci rispose che secondo loro e secondo Lugano Airport (LASA), Ethiad Airways-Darwin era un operatore solido, che avrebbe garantito anche la solidità di Ethiad Regional.

Qualche settimana dopo Ethiad usci da Alitalia e quindi pure da Darwin. Poi per tutta l'estate si susseguirono diverse prese di posizione da parte di tutti e pure le dimissioni di Maurizio Merlo da Darwin. Arrivarono gli sloveni di Adria, portando false (oggi comprovate) speranze di risollevare l'aeroporto.

Ci fu pure lo scontro in Consiglio Comunale per il rinnovo del Consiglio di amministrazione della LASA, dove noi in quel periodo chiedevamo il "reset" di tutto il consiglio. Abbiamo pure proposto di mettere persone competenti e presentato in una riunione dell'Interpartitica,  nomi di esperti di qualità nel settore aereo, come Mosè Franco e nel settore aeroportuale l'ingegner Marco Villa.

Prendemmo un bel due di picche e in votazione Mosè Franco rimase fuori. Erano più importanti le logiche di partito che il bene dell'aeroporto, questa fu la vera lettura di quella famosa serata in Consiglio comunale.

Senza farci scoraggiare, il 10 di ottobre inoltrammo l
su cosa stesse accadendo da anni e quanto stava per accadere entro fine 2017. Lavorammo con 6 esperti di settore, un lavoro che non avrebbe dovuto fare un piccolo partito  come il nostro ma che secondo noi andava fatto dai vertici della LASA in collaborazione con gli azionisti e la direzione (in quel periodo vacante) dell’aeroporto.

Non ci riteniamo dei veggenti, ma tutto quanto scritto e detto "al vento" dal sottoscritto e dal mio gruppo, si è avverato e si sta compiendo.

, e al fatto che molte persone potrebbero restare senza lavoro, (siamo sempre stati solidali con loro), è che nessuno in questi mesi abbia avuto almeno l’accortezza di contattarci e se non per collaborare, almeno per chiedere di questi esperti, che più volte abbiamo incontrato. Persone specializzate che ancora oggi potrebbero essere a disposizione, anche gratuita,  a chi glielo dovesse chiedere per dare una mano ad uscire da questo disastro. Gli indirizzi e i numeri di telefono sono sempre a disposizione. Pure noi ci teniamo all'aeroporto e lo abbiamo sempre sottolineato.

Detto questo, mi chiedo come ancora oggi si possano avanzare vecchi teoremi, speranze e illusioni  sul rilancio, già polverizzate dagli eventi.

L'ostinazione è una brutta cosa, ma coloro che dovrebbero ora prendere in mano la situazione e pianificare un vero rilancio strategico integrato a 360 gradi dell'aeroporto, non hanno ancora capito probabilmente come muoversi. Abbiamo l’impressione che" volino a vista".

Ahimé a noi dispiace veder concretizzarsi quanto abbiamo detto e scritto negli ultimi 8 mesi, ma non siamo noi nella camera dei bottoni.

e dica che già a fine estate temeva questo disastro. Inoltre, l’OCST per voce di Lorenzo  Jelmini dichiarò sul Corriere del Ticino del 14 ottobre che il taglio di 15 posti di lavoro sarebbe stato "salutare" per il rilancio dell'aeroporto, se questo sacrificio non avesse comportato la partenza di Adria.

Col senno del poi, oggi ci ritroviamo seduti per terra in grounding, con persone ai vertici di certe strutture e società aeroportuali  non all'altezza del compito e degli obiettivi. Questo aeroporto senza veri esperti capaci provenienti da ogni settore aeroportuale, "Air and Land", non avrà futuro. Qualcuno dovrebbe già averlo capito e mi auguro abbia il coraggio di lasciare il "cadreghino" a gente esperta e qualificata.

Il messaggio sui 21 milioni di franchi che vengono chiesti al contribuente è ancora un altro capitolo, che ben presto animerà la politica cittadina. Noi con le persone attuali nel gestire l’aeroporto non lo voteremo. Desideriamo cambiamenti dove alcuni hanno fallito miseramente.

* capogruppo UDC in Consiglio comunale a Lugano e granconsigliere

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