SECONDO ME
Controlli sistematici dei permessi, Lorenzo Jelmini mette il carico sulla polemica con il mondo economico: "Il Parlamento ha deciso di tutelare i lavoratori e gli imprenditori seri! E voi chi volete tutelare?"
Il deputato PPD e sindacalista OCST ci scrive: "Temo che qualcuno non abbia ancora capito che la popolazione non è più disposta a tollerare gli abusi evidenti perpetuati da una piccola minoranza di imprenditori che agiscono sul mercato di lavoro con sprezzo delle regole, unicamente per fini speculativi"
© Ti-Press / Samuel Golay
di Lorenzo Jelmini*

 

È davvero incomprensibile la reazione che da parte di chi rappresenta l’economia in questo Cantone, sia in seno al parlamento che nelle associazioni aziendali, a fronte di una semplicissima proposta che chiede di verificare il rispetto delle regole previste nel nostro paese.

 

Temo che qualcuno non abbia ancora capito che la popolazione non è più disposta a tollerare gli abusi evidenti perpetuati da una piccola minoranza di imprenditori che agiscono sul mercato di lavoro con sprezzo delle regole, unicamente per fini speculativi! Perché è di questo che si sta parlando e non vedo dove sia il problema se a un datore lavoro, che vuole assumere un collaboratore che non risiede in Svizzera, si chieda di indicare e pagare il corretto stipendio previsto per quella determinata funzione. E sorprende che i paladini del rispetto delle regole internazionali non mettono in atto la stessa energia per sostenere il rispetto delle regole del nostro mercato del lavoro. Perché sono totalmente d'accordo con loro che non bisogna violare le regole e dunque bisogna sostenere ogni misura atta a evitare la violazione delle regole che tutelano lavoratori e imprenditori seri!

 

E lo si può fare nel rispetto dei trattati internazionali, ponendo semplici correttivi e verificando che al presentazione di una domanda di un permesso di lavoro siano rispettati i contratti collettivi e contratti normali di lavoro. Già, perché, come indica l’iniziativa parlamentare dei colleghi Fonio, Agustoni e Pagani, si vuole evitare che un informatico che per legge deve percepire 18.- franchi all’ora non venga sfruttato con un contratto che ne prevede invece 4,50 franchi all’ora!

 

Mi permetto allora di suggerire agli amici che rappresentano l’economia e che hanno già dichiarato di voler interporre ricorso, di impegnarsi piuttosto a proporre loro norme che ritengono rispettose dalla libera circolazione ma che nel contempo tutelino davvero i lavoratori e tutti gli imprenditori seri e onesti anziché opporsi a quanto deciso ieri dal Parlamento che vuole colpire chi continua ad approfittarsi di un mercato del lavoro che, purtroppo, lascia al loro troppo spazio per la speculazione. Mi sembra più interessante sostenere chi vuole creare impresa rispettando le regole, non solo quelle della libera circolazione ma anche quella del nostro mercato del lavoro.

 


*deputato PPD

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