Milan
0
Empoli
0
1. tempo
(0-0)
Wil
0
Losanna
0
2. tempo
(0-0)
Berna
1
Davos
2
pausa
(0-0 : 1-2)
Bienne
2
Langnau
2
pausa
(1-1 : 1-1)
Friborgo
2
Ambrì
0
pausa
(1-0 : 1-0)
Lakers
1
Ginevra
3
pausa
(1-1 : 0-2)
Losanna
5
Zugo
0
pausa
(1-0 : 4-0)
Zurigo
3
Lugano
0
pausa
(0-0 : 3-0)
La Chaux de Fonds
0
Zugo Academy
2
pausa
(0-0 : 0-2)
Olten
2
Visp
1
pausa
(0-0 : 2-1)
Langenthal
0
Kloten
2
pausa
(0-2 : 0-0)
Ajoie
1
Turgovia
1
pausa
(1-1 : 0-0)
Milan
SERIE A
0 - 0
1. tempo
0-0
Empoli
0-0
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 21:20
Wil
CHALLENGE LEAGUE
0 - 0
2. tempo
0-0
Losanna
0-0
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 21:20
Berna
LNA
1 - 2
pausa
0-0
1-2
Davos
0-0
1-2
 
 
26'
0-1 LINDGREN
 
 
36'
0-2 LINDGREN
1-2 KAMPF
37'
 
 
LINDGREN 0-1 26'
LINDGREN 0-2 36'
37' 1-2 KAMPF
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 21:20
Bienne
LNA
2 - 2
pausa
1-1
1-1
Langnau
1-1
1-1
1-0 POULIOT
4'
 
 
 
 
8'
1-1 ELO
 
 
28'
1-2 GUSTAFSSON
2-2 TSCHANTRE
34'
 
 
4' 1-0 POULIOT
ELO 1-1 8'
GUSTAFSSON 1-2 28'
34' 2-2 TSCHANTRE
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 21:20
Friborgo
LNA
2 - 0
pausa
1-0
1-0
Ambrì
1-0
1-0
1-0 LHOTAK
7'
 
 
2-0 LHOTAK
22'
 
 
7' 1-0 LHOTAK
22' 2-0 LHOTAK
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 21:20
Lakers
LNA
1 - 3
pausa
1-1
0-2
Ginevra
1-1
0-2
 
 
7'
0-1 FRITSCHE J.
1-1 WELLMAN
8'
 
 
 
 
26'
1-2 TOMMERNES
 
 
33'
1-3 SIMEK
FRITSCHE J. 0-1 7'
8' 1-1 WELLMAN
TOMMERNES 1-2 26'
SIMEK 1-3 33'
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 21:20
Losanna
LNA
5 - 0
pausa
1-0
4-0
Zugo
1-0
4-0
1-0 GENAZZI
4'
 
 
2-0 LEONE
24'
 
 
3-0 KENINS
26'
 
 
4-0 VERMIN
37'
 
 
5-0 JEFFREY
39'
 
 
4' 1-0 GENAZZI
24' 2-0 LEONE
26' 3-0 KENINS
37' 4-0 VERMIN
39' 5-0 JEFFREY
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 21:20
Zurigo
LNA
3 - 0
pausa
0-0
3-0
Lugano
0-0
3-0
1-0 HOLLENSTEIN
24'
 
 
2-0 SUTER
27'
 
 
3-0 HERZOG
30'
 
 
24' 1-0 HOLLENSTEIN
27' 2-0 SUTER
30' 3-0 HERZOG
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 21:20
La Chaux de Fonds
LNB
0 - 2
pausa
0-0
0-2
Zugo Academy
0-0
0-2
 
 
26'
0-1 LEUENBERGER
 
 
40'
0-2 BOUGRO
LEUENBERGER 0-1 26'
BOUGRO 0-2 40'
Game 1.
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 21:20
Olten
LNB
2 - 1
pausa
0-0
2-1
Visp
0-0
2-1
 
 
21'
0-1 VAN GUILDER
1-1 MADER
32'
 
 
2-1 TRUTTMANN
35'
 
 
VAN GUILDER 0-1 21'
32' 1-1 MADER
35' 2-1 TRUTTMANN
Game 1.
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 21:20
Langenthal
LNB
0 - 2
pausa
0-2
0-0
Kloten
0-2
0-0
 
 
2'
0-1 FUGLISTER
 
 
12'
0-2 SUTTER
FUGLISTER 0-1 2'
SUTTER 0-2 12'
Game 1.
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 21:20
Ajoie
LNB
1 - 1
pausa
1-1
0-0
Turgovia
1-1
0-0
1-0 DEVOS
9'
 
 
 
 
12'
1-1 RYAN
9' 1-0 DEVOS
RYAN 1-1 12'
Game 1.
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 21:20
Secondo Me
13.05.2018 - 17:160
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:41

La lucida analisi di una lettrice dopo il "voto flop" sulla riforma fisco-sociale. "Stiamo diventando un popolo di deboli intellettualmente. Stufi, annoiati, indifferenti, menefreghisti, pigri, indolenti, insofferenti…"

SECONDOME - "Non è che il troppo sostegno spenga la creatività di ognuno, spenga la voglia di reagire, di partecipare alla vita sociale, di rimboccarsi le maniche?"

Una lettrice ci scrive prendendo spunto da un nostro commento sul recente voto sulla riforma fisco-sociale, che abbiamo definito “un flop della politica” a causa della bassissima partecipazione alle urne. LEGGI QUI. La sua analisi è molto lucida e fa riflettere.

“Egregio direttore,

sul suo portale il 30 aprile scorso ho letto il commento sull’ultima votazione che ha avuto una partecipazione del 32% (detto tra parentesi la partecipazione nel canton Berna per l’elezione del nuovo governo e parlamento è stata del 29%!).
Le sue considerazioni sono condivisibili. Il disinteresse per le votazioni è palpabile e le motivazioni hanno mille sfaccettature.
Mi sono chiesta anch’io, come mai gli aventi diritto, appartenenti a un modello democratico al top, unico al mondo, possano snobbare così indecentemente le urne. Visto poi che il voto per corrispondenza facilita questo diritto e più nessuno può accampare scuse per giustificare l’assenza alle urne.
Mi sono chiesta se gli svizzeri non siano stufi della democrazia diretta.

Si direbbe proprio di sì. Stufi, annoiati, indifferenti, menefreghisti, pigri, indolenti, insofferenti…

A parte le motivazioni dei cosiddetti “esperti”  puntualmente intervistati sulle cause,  secondo la mia opinione e come lei m’insegna c’è un comune denominatore alla base del tutto: malgrado i problemi finanziari, lavorativi, le difficoltà familiari e assicurative, il nostro Paese gode di un elevato standard di vita e di benessere. La rete sociale è capillare e generosa, nessuno è lasciato solo in caso di bisogno. Non è che il troppo sostegno spenga la creatività di ognuno, spenga la voglia di reagire, di partecipare alla vita sociale, di rimboccarsi le maniche?

Qualche tempo fa  l’ex CEO di Credit Suisse Ospel ebbe a dire che in Svizzera c’è la “paralisi da benessere”, stiamo (a confronto di talune realtà appena al di là della frontiera) troppo bene, abbiamo perso l’arte di arrangiarci perché c’è sempre un ufficio, un ente, un servizio a risolvere i nostri piccoli grandi problemi. Ci adagiamo a questo stato di cose e non siamo più in grado di reagire e prendere in mano il nostro destino.

Perciò il disinteresse per le votazioni è alimentato da un benessere diffuso e portatore di nichilismo. Stiamo diventando un popolo di deboli intellettualmente, condizione grave che ci rende troppo remissivi e facilmente usurpabili. Viviamo una sorta di decadenza, condizione che non è mai portatrice di consapevolezza e forza.

Dall’altra parte esiste una sorte di paradosso in quanto la chiamata alle urne è di almeno 3-4 volte all’anno (fra referendum ed iniziative), il  che dovrebbe confermare la vivacità della nostra democrazia che resta però nei piani alti della politica.

La  considerazione che lei fa: “e allora forse è venuto il momento di introdurre un quorum per la convalida delle votazioni referendarie” mi fa paura!

Andare a votare è un diritto e un dovere. Chi non ritiene di parteciparvi delega automaticamente le decisioni a chi va alle urne e non può lamentarsi dell’esito. I mezzi per informarsi sono numerosi, basta avere un po’ di buona volontà. Inoltre gli assenti hanno sempre torto, il voto di protesta lo si esprime con la scheda bianca, non con l’astenersi dal recarsi alle urne.

Se dovesse passare il suo pensiero il rischio è che nemmeno il terzo di cittadini che regolarmente va a votare avrà più voglia di farlo, visto che poi il loro voto in uno con l’impegno e la loro coscienza, sarebbe annullato.  Mi vengono i brividi solo a pensarci”.

Cristina Pronzini, Lumino


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