SECONDO ME
"CARDIO?CENTRO! Fra Verticali e Orizzontali”. Franco Lazzarotto da antologia: "La positiva brezza dei millecinquecento ha spazzato via le nubi eocentriche"
Scoppiettante intervento dell'ex direttore delle medie di Biasca e vicepresidente del PLR: "La speranza è che chi sarà chiamato a decidere sappia leggere, capire e agire secondo una matematica certezza: una seppur validissima normalità sommata a una indiscussa eccellenza, sottrarrà inevitabilmente sempre qualità alla seconda, moltiplicandone gli svantaggi"
©Ti-Press / Samuel Golay
di Franco Lazzarotto

 

Eravamo in millecinquecento - scritto a tutte lettere meglio ne mostra…la coda - giorni fa a testimoniargli il nostro convinto sostegno. Una presenza significativamente trasversale la definirebbe chi fa politica attiva e, detto con Binaghi, la positiva brezza che spirava non poteva che spazzar via eocentriche nubi e far splendere il sole.

 

Una naturale miscela di autorevoli, onorevoli, desiderevoli, consapevoli, ragionevoli, sovvenevoli e sicuramente non inchinevoli o pieghevoli cittadini che si sono mossi spontaneamente a difesa di una mondialmente riconosciuta eccellenza “salva vita” che ti ritrovi incredibilmente a due passi da casa. E fortunati soprattutto di poter far ancora parte, pur con qualche normale acciacchino, della famiglia dei “Verticali” ovvero di coloro che hanno finora potuto godere del grande dono della salute.

 

Ma vi erano pure - e sono fra quelli - gli “Orizzontali” ovvero coloro che al Cardiocentro così sono entrati. E quando ci arrivi, sapendo che sei a due passi dalla…casa del Padre, ma subito ti senti come a casa tua provi sensazioni uniche, incancellabili e che ti riempiono il Cuore, quello con la “C” maiuscola come quella di Cardiocentro. E, oltre all’ “Uomo del Cuore”, ben ne ha sintetizzato necessità, singolarità e pregi nel suo magistrale intervento l’ex Consigliere di Stato Luigi Pedrazzini. Unitamente al Sindaco di Lugano ha portato il convinto suo appoggio a struttura e strategie bandendo il politichese ed esprimendolo con chiaro ed apprezzato linguaggio che non lascia quindi dubbi ma forma certezze.

 

Un’ultima cosa mi sarebbe però piaciuto far provare alla sala: chiedere assoluto silenzio, far alzare le decine di noi “Orizzontali” presenti e far ascoltare il battito dei nostri cuori. Cuori che senza il Cardiocentro non sarebbero quasi sicuramente più tornati a normalmente battere e a ri-vivere, rivedere e abbracciare affetti e valori di una Vita che cambia colore e calore per sempre.

 

Ma ora e purtroppo sembra quasi che più del Cuor possa la carta. Scomodando addirittura la lingua latina che Monsignor Grampa, pure fra noi, ci aveva fatto amare, vengono riesumate da chi vuole eocizzarci tre paroline: “Pacta servanda sunt”. Perfette certo nella loro primitiva accezione e realtà, ma che - espresse in un Cantone dove ad ogni piè sospinto e soprattutto in clima di accaparramento cadreghe di “pacta” se ne stringono e poi non se ne rispettano a decine - fanno amaramente sorridere.

 

E pure la proposta del nostro Governo di prorogare il tutto di cinque anni non dà certo lustro al lustro anche perché - lasciatemi tornare a fare un po’ di satira politica - fa altrettanto sorridere il tentativo di volersi sostituire a degli specialisti del settore nell’arte del…“tàia e medéga”.

 

Nessuno sogna ora, ben conoscendo il nostro Ticino, una “Zuppa di Kappel”, ma cerchiamo almeno di non imitar la “Tomatina” di Valencia. Sarebbe quindi bello e da tutti apprezzato se da un tavolo di lavoro a mo’ di concistoro uscisse dal camino un fumo bianco che scrive in un cielo azzurro due sole parole in, questa volta, rispettato latino: “SURSUM CORDA”! Intraprendere altre strade significherebbe sostituire il “corda” latino con italica “corda” e metterla al collo, anzi, al cuore di nostri concittadini in difficoltà con il bene più prezioso.

 

La speranza è dunque che chi sarà chiamato a decidere - prima che lo faccia il popolo sovrano con facilmente immaginabili risultati - sappia leggere, capire e agire secondo una matematica certezza: una seppur validissima normalità sommata a una indiscussa eccellenza, sottrarrà inevitabilmente sempre qualità alla seconda, moltiplicandone gli svantaggi e pericolosamente raggruppando quanto, indipendente, già dimostra di avere riconosciuto successo.

 

A eocentrici e cardiocentrici porgo i migliori auguri di buon lavoro dunque con una però fermissima convinzione: CARDIO? CENTRO!

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