SECONDO ME
"Sette municipali part-time non bastano più"
Andrea Togni: "Oggi più che mai è necessaria una governance moderna e trasparente. Forse è ora di aver coraggio per cambiare"
TIPRESS

*Di Andrea Togni

Dopo la lunga e travagliata votazione di lunedì sera in Consiglio comunale a Lugano, che sia chiaro, esprimo una riflessione personale, senza alcuna pretesa di verità assoluta: a fronte di sfide sempre più complesse, è forse urgente una riforma del Municipio e delle partecipate alla ricerca di una maggiore trasparenza, efficienza e fiducia.

Chi è interessato alla “cosa pubblica” ha notato come il ruolo dei municipali sia sottoposto a pressioni crescenti. L’aumento del carico amministrativo, la complessità delle sfide strategiche e la necessità di una visione a lungo termine richiedono un impegno difficilmente conciliabile con una carica "a tempo parziale".

Eppure, la struttura municipale di Lugano continua a prevedere sette membri part-time, con livelli di coinvolgimento e compenso che non riflettono le esigenze del ruolo. Su questo, si incastra la questione delle società partecipate comunali, che apre ulteriori interrogativi ed infinite discussioni sulla nomina dei loro consigli d’amministrazione. La commistione, tra rappresentanza politica e gestione operativa, solleva dubbi di trasparenza, credibilità e disaffezione popolare. In molte città svizzere si stanno adottando modelli che distinguono chiaramente tra funzioni politiche e gestionali. I CdA sono composti da figure indipendenti, con competenze specifiche ed esperienza, a favore di una governance solida e strutturata.

L’art. 3a della Legge sull’organizzazione del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione stabilisce, per esempio, che i Consiglieri di Stato non possono percepire compensi (tantièmes) per incarichi svolti in rappresentanza del Cantone. Non è forse tempo che anche Lugano segua questa strada, avviando una riflessione sull’opportunità di aumentare il grado d’occupazione e retribuzione dei municipali? Eventualmente, in ottica di contenimento della spesa, ipotizzando pure la riduzione dell’Esecutivo da 7 a 5? Perché non liberare i municipali dalla necessità – o dal privilegio – di percepire compensi dalle partecipate, aprendo così la strada a nomine indipendenti e competenti, al riparo da ogni sospetto di "cadreghismo".

Oggi, più che mai, è necessaria una governance moderna e trasparente. Servono criteri chiari per la selezione dei membri dei CdA, una distinzione tra politica e competenza tecnica, e una strategia conseguente di governance. Non si tratta di ideologia, ma di analizzare un sistema che mostra sempre più crepe. Forse è ora di aver coraggio per cambiare.

*Consigliere comunale PLR Lugano

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