SECONDO ME
Zantonelli dà il rosso all'Argentina: "Que viva España!"
"È dall’inizio di questo mondiale, più precisamente dall’inaccettabile eliminazione dell’Egitto da parte dei sudamericani, che spero in un loro ritorno a casa senza la coppa"

di Franco Zantonelli *

“Gli eroi son tutti giovani e belli”, cantava Francesco Guccini. Mah si, anche Cucurella, così ci togliamo di torno almeno l’accusa di body shaming. “Sull’abbrivio di queste considerazioni”, come amava dire Sandro Ciotti, vengo all’argomento che mi sta a cuore: la finale di Coppa del Mondo di calcio tra Spagna e Argentina. Pur non essendo un appassionato è dall’inizio di questo mondiale, più precisamente dall’inaccettabile eliminazione dell’Egitto da parte dei sudamericani, che spero in un loro ritorno a casa senza la coppa. L’allenatore dell’Egitto ha fatto fuoco e fiamme per il comportamento dell’arbitro mentre, nella partita successiva, il nostro Yakin ha mugugnato un pò contro l’arbitraggio, quindi si è reso conto di essere arrivato ai quarti di finale di una Coppa del Mondo e, quando è stato accolto da una folla festante ha realizzato che, prima del 2021 allenava lo Sciaffusa. Dunque va bene così! Però, a botta calda, gli era scappato un “oggi non ha vinto il calcio”. E all’Argentina, se le togli il calcio, la mandi in totale confusione. Peggio del devastante default del 2001. Gratti gratti e trovi Maradona, il suo erede Messi e, politicamente, non riesce a liberarsi dell’ombra di Evita Peron. Il cui retaggio ancora condiziona i destini politici argentini. Come se la Spagna fosse rimasta dipendente dal franchismo. Insomma, rimaniamo agli “angeli della faccia sporca”, che inducono a un momanticismo polveroso e struggente da “Nuovo Cinema Paradiso”. Che tutto crea meno che sviluppo. Fatto sta che c’è voluta una delle più feroci dittature sudamericane del ‘900 perché l’Argentina, finalmente, vincesse la sua prima Coppa del Mondo. Eravamo nel ’78, i militari si erano liberati, uccidendoli in modo barbaro, di migliaia di oppositori. In quella tragedia avevano bisogno di approdare alla finale, per mantenere il sostegno popolare. Quindi batterono 6-0 il Perù, in una partita che potevano vincere solo con 6 reti di scarto. La sinistra, in particolare quella europea, si risvegliò solo a mondiali passati. Il calcio, si sa, è uno sport popolare e guai a toccare il giocattolo che fa divertire le masse. Era la stessa sinistra, almeno quella italiana, che nel ’76 si scagliò contro i tennisti che disputarono la finale di Coppa Davis nel Cile di Pinochet. Ma il tennis, allora, era uno sport per gente abbiente, quindi c’era solo da guadagnarci a demonizzare le racchette che si prostravano a un dittatore. Visto che, però, la sinistra non cambia mai, quando nell’82 scoppiò la guerra delle Falkland (le chiamiamo così perché rimangono britanniche), i goscisti finimmo per trovarli, loro malgrado, dalla parte dei generali argentini, contro l’imperialista Margaret Thatcher a cui dobbiamo la fine della dittatura argentina. Infine, se vogliamo proprio ricordare le altre malefatte calcistiche di quel Paese, come è possibile che vada fiera della “Mano de Dios” di Maradona. Un goal segnato con la mano che solo la condiscendenza per gli “angeli della faccia sporca” ha trasformato in un’icona. Dunque, Que viva España.

* giornalista

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