Salute e Sanità
03.06.2018 - 12:220
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

Due ore fra un controllo e l'altro. "È il team medico e infermieristico a stabilirli: in base alle condizioni generali del paziente e dall'intervento"

Cosa è successo al Civico, dove un paziente, operato alla cistifellea, è morto per emorragia? A quanto pare, alle 3 stava bene e alle 5 è stato trovato a terra. L'ospedale si è autodenunciato, si poteva fare di più? Le telecamere si usano raramente e se non si ha un compagno di stanza se si sta male è difficile chiamare aiuto

LUGANO – Il Civico, poco tempo fa, si è autodenunciato per cercare di capire che cosa è successo nel caso di un paziente che, dopo un’asportazione della cistifellea, è morto per emmoragia.

Il Caffè svela che i controlli al 72enne avvenivano ogni due ore. Era stato operato il giorno prima di morire, nel tardo pomeriggio, e all’apparenza era andato tutto bene. In serata viene riportato in reparto.
E il personale lo controlla ogni due ore. Troppo poco? Sufficiente? Fatto sta che alle 3 sta bene, è tutto nella norma. Poi alle 5 torna un infermiere e lo trovo a terra. Ha avuto l’emmoragia che gli sarà fatale.

Tragedia, fatalità o si poteva far altro? È quello che l’Ospedale probabilmente vuol capire, autodenunciandosi, anche per un futuro e per chiarezza. La famiglia dell’uomo ha affermato che non si costituirà parte civile.

Come si definisce ogni quanto un paziente va controllato? "Le condizioni generali del paziente sono un elemento fondamentale per l’organizzazione dei controlli, generalmente costituiscono un buon indicatore per il possibile insorgere di complicazioni", dice al Caffè il dottor Pietro Majno-Hurst, capo dipartimento e primario del Servizio di chirurgia dell’ospedale regionale di Lugano. "C’è una prescrizione medica e dipende dal tipo di intervento e dalle condizioni generali del malato. Verifiche che spettano al team medico e/o infermieristico che a loro volta ricevono ordini precisi per sorvegliare parametri specifici".

Ma, spiega, il contatto col paziente è basilare, per capire se c’è qualcosa di anomalo, un dolore, una certa ansi, un modo di muoversi. Le telecamere? Al Civico sono usate in pochi casi e sempre previa autorizzazione del paziente. Che ovviamente se è da solo in stanza e sta male, magari non riesce a chiamare aiuto, cosa che avviene con un compagno di stanza.

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