LISCIO E MACCHIATO
Lugano, finanze a Chiesa, critiche al PLR. E le bordate di Tettamanti sulla CEDU
Nella puntata odierna parliamo anche dell’accordo tra Centro e PS per finanziare l’esercito aggirando il freno all’indebitamento. E della Svizzera fanalino di coda nel rapporto tra vita e lavoro
TiPress/Samuel Golay

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Apriamo questa mattina Liscio e Macchiato con l’attribuzione dei dicasteri di Lugano: finanze a Marco Chiesa e conferma di Roberto Badaracco nel ruolo di vicesindaco. Negli editoriali di Corriere del Ticino e Regione, firmati da Giuliano Gasperi e Alfonso Reggiani, non mancano le critiche al PLR per non aver colto l’opportunità di riprendere le finanze, lasciate libere dal sindaco Michele Foletti.

Nella puntata odierna parliamo anche dell’accordo tra Centro e PS per finanziare l’esercito e il sostegno all’Ucraina – totale circa 15 miliardi - aggirando i paletti del freno all’indebitamento.

Sul Corriere, Tito Tettamanti lancia bordate contro la Corte europea dei diritti dell’uomo tornando sulla sentenza che ha condannato la Svizzera per inazione climatica: “In Svizzera, democrazia semi-diretta, le decisioni politiche le prende il popolo o i giudici di Strasburgo, prevenuti su alcuni temi? La mania di voler essere sempre presenti in gremi internazionali ha un prezzo. Lo paga la nostra democrazia”.

Parliamo anche del cambio di rotta di Economie Suisse sull’eccessiva pressione migratoria che potrebbe mettere a dura prova il nostro Paese. E della Svizzera fanalino di coda nel rapporto tra vita privata e lavoro. Così, almeno, emerge da una ricerca - condotta da Remote, piattaforma dedicata a tematiche che riguardano il capitale umano su scala globale – che ha preso in esame i 60 Paesi con il Prodotto interno lordo (PIL) più alto.

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