BANCASTATO
BancaStato, i particolari dell'inchiesta che tocca il direttore generale. Tutto in una lettera trovata in un computer
Liberatv ha ricostruito la vicenda. Ecco su cosa si fondano le accuse contro i dirigenti Bulla e Arigoni. Al centro il mandato milionario attribuito alla FaciliTi e la disdetta di quello con la ISS

di Marco Bazzi

LUGANO – Il caso è clamoroso. Perché coinvolge direttamente il direttore generale di BancaStato, Bernardino Bulla, e il responsabile del settore logistico, Renato Arrigoni, pure membro della direzione dell’istituto di credito pubblico. Entrambi, difesi dall’avvocato Roberto Macconi, sono accusati di complicità in violazione della legge contro la concorrenza sleale. Per Bulla c’è anche il reato di falsa testimonianza. Per Arigoni, quello di soppressione di documenti. Vediamo perché.

In questa vicenda - che liberatv ha ricostruito - come spesso accade nei reati finanziari, fondamentale è la cronologia dei fatti. Ma il cuore delle indagini sta in una lettera. Una lettera d’intenti – una sorta di precontratto – firmata tra BancaStato e la società FaciliTi, di Adriano Kohler, costituita nel luglio del 2013.

Kohler, amministratore unico della FaciliTi, è stato fino al marzo dell’anno scorso direttore della ISS Facility - la società oggi diretta dal deputato Sergio Morisoli - che forniva a BancaStato tutti i servizi che esulano dall’ambito bancario, dalle pulizie alla gestione dei centralini, esclusa l’informatica.

Nel dicembre dell’anno scorso la ISS Facility ha ricevuto da BancaStato la disdetta dell’accordo di collaborazione a far capo dall’inizio del 2015. Nel frattempo, alla ISS è subentrata la FaciliTi di Kohler, rilevando un contratto che vale, a quanto pare, circa quattro milioni e mezzo di franchi all’anno.

Insieme a Kohler, qualche mese dopo, ha lasciato la ISS anche il suo collega Ivano Binotto, che gestiva personalmente i rapporti con BancaStato e conosceva dunque i dettagli dei servizi forniti e il loro costo. Stando a quanto ha accertato l’inchiesta, Kohler e Binotto, basandosi sulle informazioni di cui disponevano in qualità di dirigenti della ISS, allestiscono per BancaStato un’offerta più conveniente, e la FaciliTi si aggiudica il mandato.

Da qui, sulla base di una denuncia sporta dalla ISS, tramite l’avvocato Maria Galliani, l’ipotesi di reato di concorrenza sleale (leggi l’articolo correlato), fondata anche sulla scomparsa di dati poi utilizzati dalla FaciliTi per elaborare l’offerta per BancaStato.

Interrogati dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi, il direttore generale Bulla e il responsabile dei servizi logistici Arrigoni hanno spiegato come sono andate lo cose, riferendo però che i primi contatti con Kohler erano avvenuti attorno alla metà del 2013.

Ma poi, da un computer, è saltata fuori la famosa lettera d’intenti, che risale al 2012, e che porta la firma di entrambi. Ecco perché la lettera è decisiva e dimostrerebbe che i contatti tra i dirigenti dell’istituto di credito e Kohler erano già in corso ben prima che quest’ultimo si dimettesse dalla ISS per fondare la nuova società, vale a dire la FaciliTi.

La copia cartacea della lettera però non è più reperibile. Da qui, l’ipotesi di reato, attribuita ad Arrigoni, di soppressione di documento.

Ora si tratterà di stabilire se le ipotesi accusatorie hanno fondamento e quali sono stati i ruoli e le responsabilità dei singoli protagonisti. È bene precisare che, almeno stando alle risultanze attuali delle indiagini, non vi sono sospetti di atti di corruzione.

Per ora BancaStato non ha fornito alcuna comunicazione ufficiale. Da parte sua, il presidente del Consiglio d’amministrazione, Fulvio Pelli, ha fatto sapere che si riserva di parlare domani, avendo declinato l’invito alla trasmissione della RSI, 60 Minuti, di cui doveva essere ospite. C'è da attendersi che, trattandosi di BancaStato, la vicenda scatenerà un'altra bufera politica.

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