MEDICI IN PRIMA LINEA
Dal Tarmed al Tardoc: rivoluzione nel sistema tariffale sanitario. Denti: "Un lavoro titanico: soddisfatto"
I medici e una parte degli assicuratori malattia hanno trovato un accordo per una nuova struttura tariffale

BERNA - Dopo oltre tre anni e mezzo di lavori, la nuova struttura tariffale per il settore ambulatoriale TARDOC, elaborata in sostituzione del TARMED, è pronta. L’FMH e i rappresentanti delle casse malati riuniti nell’associazione Curafutura hanno infatti trasmesso TARDOC al Consiglio federale per l’approvazione. L’entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2021.

Dal 2004 tutte le prestazioni mediche nel settore ambulatoriale venivano calcolate sulla base del tariffario TARMED. Una struttura tariffale ormai obsoleta e che richiedeva una revisione.

Dopo 15 anni ecco il TARDOC, un nuovo sistema sostenibile e capace di raccogliere il consenso delle parti interessate (impresa per nulla facile). I nuovi modelli di costo utilizzati tengono conto dello stato attuale della medicina, della tecnica medica e del dispendio a livello di personale. Anche la durata delle cure per le singole prestazioni è stata aggiornata. Grazie al progresso medico e tecnico, oggi molte analisi richiedono meno tempo e si sono aggiunte nuove prestazioni. Inoltre, la rapida professionalizzazione del personale non medico osservata negli ultimi vent’anni ha generato nuove prestazioni non considerate dal TARMED. La struttura tariffale è stata semplificata. Sono state eliminate prestazioni puramente stazionarie e delle attuali 4600 posizioni in catalogo ne sono rimaste circa 2700. Le norme in materia di applicazione e conteggio sono state ridefinite in collaborazione con le società di medicina specialistica.

Nel gruppo decisionale che ha stabilito la struttura tariffale definitiva, c’era anche un ticinese, Franco Denti. E il presidente dell’Ordine dei medici non nasconde tutta la sua soddisfazione nel commentare  questo lavoro titanico.

“Sono servite - dichiara a Liberatv Denti - migliaia di ore di lavoro e un confronto duro e serrato con tutti i partner. Siamo partiti dalla base e poi passo dopo passo siamo riusciti a costruire un compresso con Curafutura. È stato un lavoro molto faticoso, anche perché a un certo punto abbiamo perso per strada Santésuisse. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta”.

“Il vecchio TARMED- spiega Denti scendendo un po’ più nel dettaglio - non permetteva di adeguare le prestazioni secondo il livello attuale della medicina e dei costi del personale. Cosa che invece il TARDOC consente. Altra importante novità è quella che il nuovo sistema tariffale potrà essere adeguato annualmente, a seconda delle esigenze. Non da ultimo abbiamo introdotto dei criteri che potranno migliorare la qualità delle cure”.

Il presidente dell’Ordine dei medici non nasconde che, come in ogni trattava, anche in questo caso ci saranno specialità mediche che “vinceranno di più e altre di meno”,  ma il risultato, come detto, è complessivamente soddisfacente anche perché il nuovo sistema non guarderà solo al fatturato ma anche ai così detti costi d’impresa dei vari attori: “E questo faciliterà la trasparenza dell’intero sistema sanitario”.

“Con questo accordo abbiamo dimostrato - conclude Denti - che i medici sono in grado di trovare soluzioni di compromesso con gli assicuratori malattia. Ora la palla passa a Berset che, se lo riterrà opportuno,  potrà obbligare anche a Santésuisse a sottoscrive l’accordo”

La struttura tariffale TARDOC è consultabile al link: https://tardoc.ats-tms.ch

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