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Il senatore italiano Claudio Micheloni, eletto per il Pd nella circoscrizione estero e residente in Svizzera, ha chiesto spiegazioni al governo italiano riguardo al suo modo d'agire dopo la vicenda della battute del sindaco di Berna Alexander Tschäppät sugli italiani e la loro presunta mancanza di attaccamento al lavoro.
In un'interrogazione del 9 gennaio al ministero degli affari esteri di Roma, Micheloni ha chiesto "quale sia il motivo per cui né l'ambasciata italiana in Svizzera, né il ministero degli affari esteri, né il governo hanno ritenuto finora di protestare per l'accaduto", che ha suscitato polemiche e anche una denuncia da parte di un giurista di Basilea.
Verso la metà di dicembre, Tschäppät, in occasione di un intervento di satira per lo spettacolo itinerante "Das Zelt" (Il tendone), aveva chiesto retoricamente al pubblico perché gli italiani fossero in generale così bassi. "La mamma - aveva poi spiegato il sindaco della città federale - dice loro di non crescere: se diventi grande, devi andare a lavorare!". Il sindaco socialista aveva anche raccontato con stupore di un napoletano impegnato in molti lavori accessori e aveva chiesto."Potete immaginarvelo? Un meridionale che lavora troppo?".
Secondo l'interrogazione di Micheloni alla ministra degli esteri Emma Bonino, Tschäppät "ha proferito battute di chiaro stampo razzista nei confronti dei cittadini italiani emigrati in Svizzera, attingendo ad un repertorio tanto disgustoso quanto antico ed abusato".
Interrogato stamane dalla RSI, Micheloni ha detto di aver aver interpellato il governo di Roma affinché un intervento dell'ambasciatore italiano a Berna "richiami la persona politica alle sue responsabilità ed al suo ruolo". La satira va bene quando la fanno i comici, e non le "barzellette di basso profilo" pronunciate "da un politico in carica con una funzione importante quale quella di sindaco della capitale svizzera", ha detto il senatore del Pd.