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Subite per un lungo periodo, le condizioni di detenzione alla prigione ginevrina di Champ-Dollon sono contrarie alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. È quanto ha stabilito oggi il Tribunale federale (TF) in una deliberazione pubblica. Combinata ad altre realtà inerenti al carcere lemanico, tale situazione genera un trattamento umiliante per i prigionieri.
I giudici losannesi hanno parzialmente accolto i ricorsi di due uomini posti in detenzione preventiva per 157 e 89 giorni consecutivi. L'alta Corte ha invece respinto i ricorsi di altri due prigionieri, rimasti dietro le sbarre per un periodo meno lungo.
A causa del sovraffollamento estremo del carcere - attualmente vi sono ospitati 850 detenuti per 376 posti - le celle di una superficie di 23 mq, previste per tre persone, sono occupate da sei detenuti, hanno costatato i massimi giudici.
Simili condizioni di vita "possono costituire una violazione delle esigenze legali, costituzionali e convenzionali in materia di detenzione se si protraggono per tre mesi consecutivi e se sono accompagnate da altre carenze", quali il confinamento nella cella per 23 ore su 24, ha rilevato la Ia Corte di diritto pubblico.
A questo confinamento si aggiungono altri elementi problematici imputabili al sovraffollamento di Champ-Dollon: i carcerati non fumatori sono costretti a coabitare con i fumatori, per mancanza di spazio i materassi sono sistemati per terra e i tempi d'attesa per ottenere cure mediche, per accedere al telefono e per poter beneficiare di una consulenza sociale sono particolarmente lunghi.
Simili condizioni di detenzione - rileva la Corte suprema - sono illecite se eccedono la durata di tre mesi consecutivi. Un'incarcerazione di pochi giorni o settimane, invece, non rappresenta necessariamente una violazione dei diritti umani. Nemmeno l'attribuzione di una cella di 12 mq a tre carcerati rappresenta di per sé una violazione del principio della dignità umana, a condizione tuttavia ch'essa sia limitata nel tempo, sottolineano i giudici.
La decisione del Tribunale federale interviene in un momento particolarmente critico per il centro di detenzione preventiva di Ginevra: per tre giorni consecutivi, da domenica a ieri, il carcere è stato perturbato da cinque risse, che hanno coinvolto ad ogni episodio un centinaio di uomini e provocato il ferimento di 36 persone.
La deliberazione della Corte suprema va pure situata nel contesto delle elezioni giudiziarie del 13 aprile, nell'ambito delle quali i ginevrini designeranno il futuro procuratore generale del cantone. Per questa carica scenderanno in campo l'attuale titolare Olivier Jornot (PLR) - fautore con il consigliere di Stato Pierre Maudet di una politica anti-criminalità repressiva - e l'avvocato di estrema sinistra Pierre Bayenet.
Per rimediare al sovraffollamento del centro preventivo, Bayenet insiste in un comunicato diramato oggi sulla necessità di sospendere con effetto immediato l'esecuzione delle pene di breve durata a Champ-Dollon, rimandandole a tempi migliori, "quando vi saranno ripristinate condizioni di detenzione accettabili".