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Svizzera-UE: si va verso accordo su fiscalità imprese
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Accordo raggiunto tra Svizzera e Unione europea (UE) alle prese da anni con una questione controversa: la fiscalità delle imprese. I ministri delle finanze dell'UE (Ecofin) hanno approvato oggi a Lussemburgo una dichiarazione comune con la Svizzera e il Consiglio federale ha incaricato i dipartimenti interessati a prepararsi a parafare l'intesa.

La controversia è dal 2005 un ostacolo alle relazioni tra la Svizzera e l'UE, ma nel 2012 era stato avviato un dialogo che ha portato all'intesa odierna, la quale - precisa Berna - "non comporta nessun impegno internazionale e si limita a elencare principi e intenzioni reciproche".

Incontrando i rappresentanti dei media il commissario europeo alla fiscalità Algirdas Semeta ha definito l'accordo raggiunto "un successo".

Bruxelles criticava in particolare la tassazione a livello cantonale delle holding, delle società di amministrazione e delle società miste. Sul piano federale invece venivano prese di mira le multinazionali che hanno sede in Svizzera e le loro filiali all'estero.

All'inizio di giugno gli esperti dell'Unione si sono detti soddisfatti del progetto di dichiarazione in cui Berna conferma la propria volontà di eliminare i cinque regimi controversi, che l'Ue considera contrari alla concorrenza.

Il Consiglio federale ha ribadito la sua intenzione di proporre, nel quadro della riforma III dell'imposizione delle imprese, l'abrogazione di determinati regimi fiscali, in particolare di quelli che prevedono il trattamento differenziato tra redditi nazionali ed esteri (cosiddetto ring fencing). Le nuove misure fiscali devono essere orientate agli standard internazionali.

Da parte loro, gli Stati membri dell'UE confermano l'intenzione di abbandonare le previste contromisure non appena i regimi in questione saranno soppressi. Diversi Paesi dell'UE - in particolare l'Italia - temono infatti che la Svizzera introduca nuovi regimi che in qualche modo abbiano una funzione compensativa. Hanno quindi ottenuto il diritto di adottare misure di ritorsione qualora la Svizzera introducesse un regime fiscale pregiudizievole.

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