CORONAVIRUS
Dalle preoccupazioni su Twitter a una richiesta ai Governi: "Servono misure più severe, vogliamo meno di 50 contagi al giorno"
Un gruppo eterogeneo di persone ha lanciato una petizione, chiedendo l'obbligo di indossare le mascherine nei luoghi pubblici, la reintroduzione della raccomandazione di lavorare da casa e metodi per la prevenzione dei contagi

BERNA – I social sono sempre più cassa di risonanza delle preoccupazioni e delle frustrazioni (anche delle gioie, diciamolo, perché ciascuno che visita un bel posto o trascorre una piacevole serata si affretta a postare) della gente. Che si incontra, trova qualcuno che la pensa come lui, si informa.

Loro si sono ‘conosciuti’ via Twitter, esprimendo le loro preoccupazioni in merito al Covid. Sono Riccardo Fanciola (TI), giornalista, Simon Gehren (ZH), giurista, Caspar Humm (ZH), avvocato. Lucia Lara (ZH), ingegnere, Hernâni Marques (TI), informatico / sociologo, Peter Metzinger (ZH), fisico. Fabio Robbiani (ZH), ingegnere. Bernice Staub (TG), pschiatra infantile, Peter Tomasi (ZH), medico di famiglia, Silke Vehlow (TI), insegnante e sopravvissuta al Covid-19 e Christine Wichert (SG), econometrista. E hanno deciso di creare una petizione, lanciata ieri sera, per chiedere misure di contenimento più severe ai Cantoni e alla Confederazione. Lo scopo? Avere meno di 50 contagi al giorno in tutta la Svizzera.

Ecco il loro testo:

"Cosa vogliamo?

Una strategia efficace di contenimento del Covid-19 è essenziale per proteggere la popolazione e l’economia della Svizzera. Chiediamo al Consiglio federale e ai governi cantonali di adottare tutte le misure necessarie per mettere immediatamente fine all’aumento delle nuove infezioni e per mantenerle in seguito al di sotto della soglia dei 50 casi al giorno.

Questo obiettivo può essere raggiunto con le seguenti misure :

1) reintroduzione della raccomandazione di lavorare da casa;

2) obbligo di indossare la mascherina all’interno in tutti gli ambienti pubblici e all’esterno nei luoghi affollati;

3) misure efficaci per prevenire i contagi nelle scuole e sui posti di lavoro;

4) un elevato numero di test, con risultati entro le 24 ore;

5) un efficace contact tracing che rispetti criteri di qualità comuni in tutta la Svizzera;

6) la rilevazione e la pubblicazione di dati precisi sui modi e sui luoghi di trasmissione del virus;

7) un’applicazione rigorosa dell’isolamento dei contagiati e della quarantena per chi è stato in contatto con persone infette;

8) limiti più rigidi del numero di partecipanti a manifestazioni ed eventi che attirano molto pubblico;

9) controlli a campione alle frontiere per chi proviene da paesi a rischio; 

10) assoluta trasparenza sulla strategia del Consiglio federale e dei governi cantonali;

11) una comunicazione rafforzata, costante e non contraddittoria per informare la popolazione sui comportamenti corretti per contrastare la pandemia;

12) misure preventive coerenti con le conoscenze scientifiche in tutti gli ambiti della lotta contro la pandemia, applicate in modo trasparente e nel rispetto del principio di precauzione

Perché è importante?

Il numero delle nuove infezioni in Svizzera continua ad aumentare in modo preoccupante. Solo un’efficace strategia di contenimento può invertire questa tendenza e far sì che il virus non si sviluppi in modo incontrollato, evitando così di dover giungere a nuovi lockdown. Il destino è nelle nostre mani. Se non ci si danno degli obiettivi, non si ottiene nulla. Per questo riteniamo necessario adoperarsi per limitare il numero dei contagi al di sotto della soglia dei 50 nuovi casi al giorno: in questo modo proteggeremo al tempo stesso i nostri concittadini e l’economia.

Chiediamo al Consiglio federale e ai governi cantonali di assumersi le loro responsabilità per raggiungere questo obiettivo".

La petizione si trova qui. 

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