CORONAVIRUS
Bellinzona, somministrate dosi 'scadute' a 33 persone. Il DSS: "Nessun pericolo"
Tutti gli interessati sono stati informati e rassicurati: non vi è infatti alcun pericolo per la loro salute
TIPRESS

BELLINZONA – Lo scorso 10 aprile 2021, durante la somministrazione di seconde dosi di vaccino Moderna al Centro di prossimità di Bellinzona, 33 persone hanno ricevuto una dose che aveva superato di meno di due giorni il tempo massimo di conservazione raccomandato dal produttore (30 giorni). Tutti gli interessati sono stati informati personalmente e rassicurati: non vi è infatti alcun pericolo per la loro salute. Non può però essere escluso che la conservazione del prodotto oltre il limite indicato abbia diminuito la sua efficacia. Pertanto è stata offerta loro la possibilità di sottoporsi a un test sierologico per accertarne la risposta immunitaria.

Nell’ambito della campagna di vaccinazione di prossimità, lo scorso 10 aprile sono state effettuate nel centro di Bellinzona 300 seconde dosi di vaccino Moderna. A posteriori, è stato verificato che 33 di queste dosi somministrate sono state conservate circa due giorni oltre il termine limite indicato dal produttore. Va sottolineato che non si tratta di una data di scadenza del prodotto ma di un limite temporale di conservazione una volta che il prodotto viene scongelato. Nel caso del vaccino di Moderna, il prodotto dopo lo scongelamento può essere conservato per 30 giorni a una temperatura compresa tra i 2 e gli 8 gradi.  

Tutte le 33 persone interessate sono state informate personalmente questa mattina dalle autorità cantonali. Si è tenuto in particolare a rassicurare gli interessati che il vaccino somministrato non rappresenta in alcun modo un pericolo per la salute. A tutte le persone è stato offerto in questi giorni un test sierologico per verificare la risposta immunitaria alla vaccinazione.

L’ufficio del farmacista cantonale ha avviato una verifica con la Città di Bellinzona, responsabile del coordinamento amministrativo e logistico del centro, e con la Croce Verde Bellinzona, responsabile della gestione sanitaria, per ricostruire le procedure seguite e chiarire la dinamica dell’accaduto.

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