Quarto Potere
I direttori della SSR guadagnano tra i 270 e i 420'000 franchi all'anno. Salari equi o eccessivi? Ma il vero problema è la trasparenza. Luigi Pedrazzini: "Alcuni passi sono stati fatti, ma credo che in futuro ci sarà più chiarezza, sul piano nazionale e regionale. È giustificato per un servizio pubblico finanziato col canone”
Un tema delicato, perché è di quelli che toccano la pancia dell’opinione pubblica, soprattutto in un momento in cui per molta gente arrivare alla fine del mese è un’impresa costante. E se ci si chiede di pagare 450 franchi all’anno di canone, la contropartita deve essere almeno la trasparenza su costi e salari
foto:TiPress/Pablo Gianinazzi
di Marco Bazzi

Mercoledì sera a Losone ho moderato un confronto su No Billag tra il presidente della CORSI, Luigi Pedrazzini, e il senatore Fabio Abate, copresidente del comitato che si oppone all’iniziativa. Entrambi, è scontato dirlo, ritengono che se l’iniziativa venisse approvata sarebbe un disastro sotto diversi punti di vista.

Non si trattava di un dibattito, in quanto i promotori dell’iniziativa hanno deciso di non partecipare ai confronti organizzati dai partiti. E quello di Losone era organizzato dal PPD. Ho dunque svolto, per così dire, il ruolo dell’avvocato del diavolo, mettendo sul tavolo anche temi delicati e controversi.

Tra questi c’è la trasparenza sui salari dei dirigenti della SSR, in particolare della RSI. Non solo dei direttori delle singole regioni linguistiche, ma anche dei “quadri”. Un tema delicato, perché è di quelli che toccano la pancia dell’opinione pubblica, soprattutto in un momento in cui per molta gente arrivare alla fine del mese è un’impresa costante. E se ci si chiede di pagare 450 franchi all’anno di canone, la contropartita deve essere almeno la trasparenza su costi e salari.

Il documento “Fatti e cifre su collaboratori e salari” pubblicato dalla SSR ci dice che nel 2016 i membri delle direzioni delle unità aziendali hanno guadagnato in media 270’000 franchi all’anno. E che l'ammontare delle retribuzioni ha registrato notevoli variazioni in funzione delle dimensioni dell'unità aziendale e degli incarichi assunti. Lo stesso è valso per il Comitato direttivo SSR. Il documento ci dice anche i direttori generali delle diverse regioni linguistiche hanno guadagnato mediamente 420'000 franchi all’anno.

Ognuno è libero di giudicare se questi salari sono equi o eccessivi. La SSR afferma che sono in linea con quanto percepiscono i quadri dirigenti delle aziende private in Svizzera. Ma il tema che ho voluto sottoporre a Pedrazzini era soprattutto quello della trasparenza. Il documento che la SSR pubblica annualmente è zeppo di statistiche, torte, diagrammi… Ma non è chiaro.

Da qui la domanda: perché la SSR non rende pubblica la scala salariale dei dipendenti e soprattutto dei dirigenti, come fanno gli enti pubblici?
Trattandosi di un servizio pubblico, finanziato con una tassa obbligatoria, il canone, ritengo che i cittadini debbano sapere indicativamente quali sono i salari versati a chi ricopre ruoli dirigenziali in azienda.

Al termine del confronto ho chiesto a Luigi Pedrazzini di riassumermi in poche righe la sua posizione. Eccola: “La proposta di modifica del regolamento che sarà sottoposta all’assemblea del delegati SSR in occasione della prossima riunione non riguarda la questione della pubblicazione degli stipendi, bensì la competenza dell’assemblea di determinare le indennità dei Consigli di amministrazione e del Consiglio di direzione dell’azienda. Verrà proposta una soluzione analoga a quella vigente per le SA quotate in borsa (anche se la SSR non è una SA). Per quanto riguarda invece la pubblicazione delle informazioni sugli stipendi, negli ultimi anni sono stati fatti dei passi importanti nel segno della maggiore trasparenza, come si può desumere da quanto appare sul rendiconto annuale. Personalmente credo però che in futuro si andrà verso una pubblicazione ancora più chiara e completa delle condizioni salariali dei collaboratori dirigenti sia sul piano nazionale che su quello regionale. È quanto mi sembra giustificato per un servizio pubblico finanziato col canone”.




Pubblicato il 18.01.2018 17:20

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