POLITICA E POTERE
No Billag, l'ultimo sondaggio di Tamedia conferma il trand: l'iniziativa verso una sonora bocciatura in Svizzera. Ma il Ticino va in controtendenza: crescono i "sì"
Il 61% dei partecipanti all’inchiesta si dicono contrari all’iniziativa, il 38% è favorevole, mentre l’1% resta indeciso. Ma la nostra regione linguistica è quella in cui No Billag raccoglie i maggiori consensi
© Keystone / Ti-Press / Alessandro Crinari
ZURIGO/LUGANO - L’ultimo sondaggio di Tamedia conferma il trand delle ultime rilevazioni sull’iniziativa No Billag. A livello nazionale la proposta di abolizione del canone si avvia verso una sonora bocciatura. Il 61% dei partecipanti all’inchiesta, infatti, si dicono contrari all’iniziativa, il 38% è favorevole, mentre l’1% resta indeciso.

 

Secondo il sondaggio il fronte del sì perde ancora consenso, lasciando sul campo un 2% rispetto alla precedente rilevazione.

 

Tra le pieghe del sondaggio c’è però un dato interessante che riguarda il Ticino. Rispetto alle rilevazioni precedente cresce il sostegno degli italofoni intervistati alla No Billag. La nostra regione risulta essere quella dove l’iniziativa trova il maggior consenso: 40% di sì (e un 3% di tendenzialmente “sì”) a fronte del 51% dei “no” (con un altro 3% di tendenzialmente “no”). Il margine di errore, essendo il campione della Svizzera italiana più piccolo, è maggiore rispetto alle altre realtà linguistiche.

 

Nel resto della Svizzera la Romandia si conferma la roccaforte del “no” con il 62%, contrari alla proposta in votazione il 4 marzo anche il 57% degli svizzeri tedeschi.

 

Il sondaggio è stato realizzato online lo scorso 1 febbraio su un campione di 17’067 persone in tutto il Paese. I dati sono stati ponderati sulla base di variabili demografiche, geografiche e politiche. Il margine d’errore è di 1,1 punti percentuali.

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