CRONACA
"Giustizia penale celere per tutelare la piazza finanziaria"
Il giorno dopo la sentenza Sogevalor parla Fiorenza Bergomi, che da gennaio sarà procuratore capo del Gruppo finanziario del Ministero pubblico

LUGANO – Da gennaio la procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi diventa procuratore capo del gruppo finanziario del Ministero pubblico. Affiancherà dunque il procuratore generale John Noseda nella direzione di questa sezione della Procura. La decisione è stata comunicata ieri sera al plenum annuale del procuratori. Bergomi ha appena portato a termine il caso Sogevalor, sfociato proprio ieri in una condanna su tutta la linea.

I reati finanziari sono in aumento e sempre più complessi, e spesso si intrecciano con reati di altra natura, come si è visto anche nel processo contro Hans Peter Maier, in corso a Lugano.

“È vero, sono in generale i procedimenti più complessi da istruire perché vi sono, a volte, aspetti informatici, spesso con connotazioni a livello internazionale, che li rendono tali".

Chiaro, ma le proteste non sono mancate di fronte ai ritardi, e non sono mancati nemmeno severi richiami in aula da parte dei giudici. Le lungaggini inducono incertezza negli operatori onesti e non danno una bella immagine del sistema, sia finanziario sia giudiziario.

"Bisogna fare in modo che la giustizia sia il più possibile celere. La nostra piazza finanziaria è sicuramente sana, e vanno tutelati sia coloro che operano in maniera lecita, sia coloro che chiedono, giustamente, una giustizia tempestiva, sia a livello civile sia a livello penale. Io parlo per quest'ultimo: la giustizia penale deve essere una garanzia e una protezione per l’intero sistema economico-finanziario ticinese. E bisogna fare in modo che i reati siano perseguiti e giudicati in tempi ragionevoli”.

Invece spesso i tempi non sono ragionevoli, come nel caso Sogevalor, nel quale lei ha sostenuto l'accusa, sfociato ieri nella sentenza di condanna degli imputati.

“È capitato, purtroppo, che alcuni casi di natura finanziaria siano durati a lungo, anche a causa del passaggio di mano dei dossier da un magistrato all’altro, e della difficoltà di ricostruire i flussi finanziari, con magari anche la necessità di ottenere documentazione dall’estero. Le rogatorie possono durare anche da diversi mesi a un anno, a dipendenza delle nazioni coinvolte. Questi sono elementi di cui tutti devono essere consapevoli e di cui va tenuto conto”.

emmebi

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