CRONACA
È morto Hugo Chavez, scompare un simbolo dell'America Latina
L'annuncio del vicepresidente venezuelano Maduro: "Sospettiamo che Chavez sia stato attaccato con questa malattia dai nostri nemici storici"

CARACAS - Il presidente del Venezuela Hugo Chavez, operato nei mesi scorsi di cancro a Cuba, è morto a Caracas alle 22,55 di questa sera. Lo ha annunciato in televisione il vice presidente e suo successore designato, Nicolas Maduro.

Le autorità avevano annunciato che il leader venezuelano era stato sottoposto in questi giorni a una "chemioterapia il cui impatto è molto forte". E il vice presidente Maduro ha denunciato l'esistenza di un "piano per destabilizzare" il Venezuela dietro la malattia di Chavez. "Non abbiamo dubbi sul fatto che il comandante sia stato attaccato con questa malattia", ha detto Maduro.

"Si tratta di un tema molto serio. Gli storici nemici della nostra patria hanno cercato il modo per danneggiare Chavez". Maduro ha parlato durante una seduta del governo trasmessa in diretta televisiva, spiegando che una commissione scientifica indagherà sulla possibilità che la malattia sia stata provocata da un attacco nemico.

Chávez fondò il Movimento Quinta Repubblica dopo aver organizzato, nel 1992, un fallito colpo di Stato contro l'allora presidente Carlos Andrés Pérez. Chávez fu eletto presidente nel 1998 grazie alle sue promesse di aiuto per la maggioranza povera della popolazione del Venezuela e fu rieletto nel 2000, nel 2006 e nel 2012. In patria Chávez ha lanciato le Missioni Bolivariane, i cui obiettivi sono quelli di combattere le malattie, l'analfabetismo, la malnutrizione, la povertà e gli altri mali sociali.

In politica estera si è mosso contro il Washington consensus sostenendo modelli di sviluppo economico alternativi, richiedendo la cooperazione dei paesi più poveri del mondo, specialmente di quelli sudamericani. I suoi critici gli rimproverano di essere un populista autoritario e l'amicizia con alcuni stati non democratici come Cuba, e con Stati le cui modalità di governo, pur formalmente democratiche, sono criticate dall'Occidente, come la Libia nel periodo di Mu'ammar Gheddafi e l'Iran mentre i suoi sostenitori lo considerano un rivoluzionario socialista impegnato per la giustizia sociale. (fonte Wikipedia).

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