Il murale dell'artista londinese realizzato sul muro di un supermercato sarà venduto con una base d'asta di 1 milione e 300mila franchi

LONDRA - Quando su un muro compare un graffito di solito il proprietario dell'immobile non è mai contento. Anzi, negli anni nelle principali città europee è scattata la tolleranza zero nei confronti dei "writer" considerati criminali e vandali.
Ma non tutti sono odiati. È il caso di Banksy, autore inglese di graffiti con la tecnica dello stencil, passato dal circuito underground a super star delle gallerie d'arte di tutto il mondo, dove i suoi lavori vengono venduti a cifre da capogiro.
Banksy non ha mai smesso di dipingere illegalmente. Ma questo ormai non è più un problema se l'autore è lui, perché risvegliarsi la mattina con una sua opera sul muro potrebbe voler dire avere parecchi soldi in tasca. È il caso del pezzo “Slave Labour”, comparso su una parete di un supermercato del quartiere londinese di Wood Green nel maggio dello scorso anno, poco prima delle celebrazioni del Giubileo di Diamante di Elisabetta II. Ebbene: l'opera – asportata insieme a un pezzo di muro – è stata messa all’asta a un prezzo di partenza di un milione e trecentomila franchi.
Ma la consacrazione di Banksy arriva anche attraverso la richiesta di una parlamentare inglese che ha chiesto ai proprietari del murale di restituire l'opera ai londinesi.