CRONACA
Colombia: arrestato il Pablo Escobar italiano
Il boos della ‘ndrangheta Roberto Pannunzi fermato in un centro commerciale a Bogotà: importava dalle due alle tre tonnellate di coca al mese

BOGOTÀ - È stato arrestato a Bogotà , in Colombia, Roberto Pannunzi, il 67enne boss della ‘ndrangheta calabrese, considerato dagli inquirenti italiani il più grande importatore di cocaina al Mondo. Tanto da valergli il soprannome di  “Pablo Escobar italiano”,  ed essere tra i più ricercati dalle autorità colombiane e dall'interpol. 

Un grande narcos, insomma, strettamente legato ai produttori di cocaina colombiani. Il traffico di Pannunzi poteva raggiungere le due-tre tonnellate di coca al mese. Il traffico era così organizzato: la droga veniva esportata dalla Colombia per mezzo di motoscafi che, diretti in Centroamerica, scaricavano poi la merce in container sulla rotta verso Spagna e Italia.  

Tra i suoi contatti anche ” famiglie" della la mafia siciliana, riconducibili al boss Bernardo Provenzano. 

Al momento dell’arresto, avvenuto in un centro commerciale della capitale, il trafficante calabrese era in possesso di una falsa identità venezuelana, a nome Silvano Martino. Già nel pomeriggio sarà in Italia per decisione del governo colombiano che lo ha immediatamente estradato.

 È dal 2010 che la polizia colombiana sta perseguendo la presenza mafiosa italiana, ormai radicata nel Paese. Nel corso di quest’anno sono stati arrestati altri tre boss italiani: Tommaso Iacomino, esponente di spicco di Cosa Nostra, ex braccio destro di Bernardo Provenzano, l’italo-argentino Domenico Trimboli, legato alla ‘ndrangheta e Santo Scipione, altro esponente della mafia calabrese.

Noto come il “principe del narcotraffico”, Pannunzi riuscì ad evadere nel 2010 da una clinica di Roma dove si era fatto ricoverare per problemi di salute, fuga che ha ricalcato una precedente evasione avvenuta nel 1999. Anche in quel caso il boss approfittò della concessione degli arresti domiciliari in una clinica romana per fuggire. Inoltre, era stato arrestato nel 1994 proprio in Colombia. Agli agenti che lo stavano ammanettando offrì un milione di dollari in contanti in cambio della libertà.

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