Il movimento, sul Mattino della Domenica, ripercorre e commenta le tappe della polemica: "La RSi non poteva far altro che sospenderlo"

LUGANO - La Lega reagisce con freddezza alle scuse di Alessio Arigoni. "Prendiamo atto che nel tardo pomeriggio delle scuse postate su Facebook da Arigoni; postate con una tempistica non esattamente fulminea… e non aggiungiamo altro", si legge sul Mattino della domenica al termine di un articolo dedicato alla vicenda e firmato Lega dei Ticinesi.
La Lega, ripercorre e commenta le tappe della polemica, dal primo post offensivo dell'animatore di Rete 3 nei confronti dei leghisti, alla decisione della RSi di sospenderlo dal microfono.
"Che l’azienda di sedicente “servizio pubblico” - si legge ancora sul domenicale leghista - prendesse dei provvedimenti contro un dipendente che insulta pubblicamente chi gli paga lo stipendio tramite il canone più caro d’Europa, era il minimo. A maggior ragione se si considera che la RSI prevede delle regole per l’utilizzo dei social media da parte dei dipendenti, e specialmente da parte di quelli che compaiono in video o che stanno ai microfoni. Sarebbe quindi stato uno scandalo se la direzione aziendale non fosse intervenuta!".
"Ovviamente - conclude la Lega - sappiamo benissimo che si tratta solo di una misura pro-forma, un teatrino inscenato unicamente per salvare la faccia verso l’esterno. Finito il tempo del “castigo”, il buon Arigoni verrà reintegrato nelle sue funzioni con tanto di pacche sulle spalle. Perché, in fondo, a Comano e a Besso insultare i leghisti sta bene a tutti. Ma se invece vengono toccati kompagni o radikalchic, apriti cielo…".