La direzione del DAC prende posizione sull'incidente accaduto sabato sera allo Spazio Uno di Lugano, quando un giornalista ha urtato l'opera, considerata di valore inestimabile

LUGANO - La direzione del Dicastero arte e cultura di Lugano interviene oggi con una nota stampa sull’incidente accaduto sabato sera nel corso del vernissage della mostra “Secondo Anno” presso lo Spazio Uno. Durante l’inaugurazione della Collezione Giancarlo e Danna Olgiati – ricorda il comunicato - un visitatore (ndr: un giornalista della RSI) ha urtato un’opera di Luciano Fabro, artista italiano nato nel 1936 e morto nel 2007, mandandola in frantumi.
“Si trattava di Impronta, del 1964, un disco di vetro di 74,5 cm di diametro e 0,8 cm di spessore recante al centro una traccia della mano dell’artista. L’opera era retta da una base in metallo, disegnata dall’artista stesso e poggiata al pavimento in ossequio alla sua volontà. Fra i criteri di allestimento dello Spazio Uno vi è infatti il rispetto delle disposizioni degli artisti per quanto riguarda la percezione delle loro creazioni. Per maggiore sicurezza la base dell’opera era tuttavia assicurata al pavimento in quattro punti. Un addetto alla sorveglianza era inoltre di picchetto accanto all’opera stessa”.
È evidente tuttavia, conclude la nota, che tali precauzioni, prese con massimo scrupolo di salvaguardia delle opere e sicurezza del pubblico, non possono, pur nella consapevolezza da parte dei visitatori della delicatezza delle opere in mostra, eludere ogni rischio.