CRONACA
Stabio-Arcisate: “Basta indecisioni. Ogni giorno di stop è una coltellata inflitta alla competitività delle nostre imprese!”
Il presidente della Camera di Commercio di Varese, Renato Scapolan, commenta senza mezzi termini la nuova messa a rischio della conclusione dei lavori: “È un dovere morale delle istituzioni completare l’opera e far sì che questo disagio cessi"

VARESE – “Basta ulteriori indecisioni sul cantiere dell’Arcisate-Stabio. Ogni giorno di stop, oltre a causare difficoltà pesanti ai cittadini, è una coltellata inflitta alla competitività delle nostre imprese!” Il presidente della Camera di Commercio di Varese, Renato Scapolan, commenta senza mezzi termini la notizia di una nuova messa a rischio della conclusione dei lavori della tratta ferroviaria: un’opera, come sottolinea la Camera di commercio nel comunicato diramato oggi, “di grande importanza per lo sviluppo del sistema socioeconomico varesino”.

Riprendendo un’indagine condotta negli scorsi mesi dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio fra 200 imprese dell’area interessata dai lavori, Scapolan evidenzia quanto siano significativi i risultati: “Per il 26% degli intervistati il cantiere della nuova linea ferrovia è causa di disagi – dice –. Non è poco! Vi ricordo che il fermo cantiere costa alla collettività, oltre che in termini di “costi del non fare”, anche in relazione agli indennizzi da corrispondere a cittadini e imprese. Vi è un dovere morale in più delle istituzioni di completare l’opera e far sì che questo disagio cessi”.

Sempre citando lo studio, si evidenzia ancora come il territorio riponga buone aspettative sull’Arcisate-Stabio: il 28% degli interpellati s’aspetta dalla sua messa in opera un miglioramento delle condizioni d’esercizio della propria attività.

Più interessante però il dato che riguarda l’accordo dato al progetto: ben il 76% degli intervistati dice che, al momento dell’avvio dei lavori, era d’accordo sulla realizzazione dell’Arcisate-Stabio purché venissero rispettati i tempi programmati. “Questo vuol dire – riprende Scapolan – che le imprese sono “mature” rispetto al tema dello sviluppo infrastrutturale del nostro territorio. Certo, poi entrano in gioco i ritardi e gli imprevisti purtroppo protagonisti in questa vicenda”.

E così, dal 76% iniziale la quota delle imprese che tuttora rimangono favorevoli si riduce al 60%. Ripetere questa domanda fra uno o due anni, naturalmente, porterebbe a risultati via via peggiori: il 70% degli intervistati infatti dichiara intollerabile un ritardo oltre la data recentemente ipotizzata di fine lavori a giugno 2016. Soltanto il 30% è quindi disposto a tollerare qualsiasi ritardo purché l’opera sia realizzata. “A questo punto, Camera di Commercio potrebbe rendersi disponibile per un tavolo di confronto tra le parti interessate. Le nostre imprese non possono subire le conseguenze di ulteriori perdite di tempo!”.

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