CRONACA
Blitz dell'OCST a casa Biscossa: trovato un operaio senza permessi
I sindacalisti sono intervenuti venerdì scorso e hanno chiamato la polizia per alcune presunte irregolarità della ditta di pittura che stava svolgendo i lavori
MORBIO INFERIORE - Blitz dei sindacalisti dell'OCST a casa di Anna Biscossa. Venerdì scorso, come racconta il Corriere del Ticino, i rappresentanti del sindacato si sono infatti presentati nell'abitazione di Morbio dell'ex presidente del partito socialista e del marito, dove erano in corso lavori di tinteggio dei serramenti. Rilevate alcune anomalie i sindacalisti hanno chiesto l'intervento della polizia comunale.Dai riscontri, racconta sempre il CdT, è emerso che l’uomo a cui era stato affidato l’incarico, un serbo titolare di un permesso B residente a Balerna, sarebbe ricorso all’aiuto di un rumeno domiciliato in Italia, a Latina, sprovvisto di qualsiasi permesso di lavoro. In nero, insomma. Nenad Jovanovic , uno dei sindacalisti che ha partecipato al blitz, racconta: "Il serbo trovato all’opera ha detto di avere un’azienda che però non esiste. Ha dichiarato che aprirà l’impresa in futuro. Questa, da parte di un committente, non è la prassi usuale per far eseguire dei lavori. Nel ramo della pittura ci sono fior fiore di aziende nel Mendrisiotto che sottostanno ad un contratto collettivo di lavoro obbligatorio. Alle nostre domande, il signore ha risposto che per i lavori fatti avrebbe fatturato 470 franchi. È difficile che l’opera valga questa somma. Il serbo ha dichiarato che il rumeno non veniva retribuito ma come compenso gli sarebbero stati dati un divano usato e delle sigarette"."Ho fatto come si fa abitualmente per questi lavori di piccola entità. Il signore è residente in Ticino e a noi risulta titolare, con la sua compagna svizzera, di un’impresa individuale nel ramo della pittura, con sede a Balerna. È arrivato a noi tramite un conoscente. Mio marito gli ha chiesto se poteva svolgere i lavori a noi necessari, ci ha presentato un preventivo che abbiamo accettato", spiega dal canto suo Anna Biscossa. "L’azienda in questione esiste - aggiunge l'ex presidente socialista - è appena stata costituita, come ci ha detto il titolare, ed è in regola per lavorare in Ticino. Come facciamo ad andare a controllare, se non è obbligatoria l’iscrizione al Registro di commercio? Dal profilo sia formale che legale, mi è difficile pensare di avere una responsabilità. Lo ribadisco: a noi risultava tutto a posto e per noi quindi il tutto era perfettamente lecito. Per altro si tratta di lavori di piccola entità: quattro gelosie, due porte da pitturare e l’imbiancatura di un corridoio". Biscossa, infine, rivela al Corriere il costo dei lavori, sui 3-4 mila franchi, e rispidesce al mittente ogni addebito: "Noi eravamo convinti di avere a che fare con una ditta perfettamente in regola; se il titolare ha compiuto irregolarità credo proprio che ne dovrà rispondere lui", conclude l’ex esponente della sinistra".
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