CRONACA
Renzo Realini: "Adesso parlo io e vi racconto il mio dramma giudiziario". Lo psichiatra pubblica un memoriale
Uscirà l'8 ottobre "La cella di vetro", un libro autobiografico in cui il medico rievoca la vicenda giudiziaria e umana di cui fu protagonista dopo l'arresto nel 1998

LUGANO – Si intitola "La cella di vetro" ed è la storia di Renzo Realini, lo psichiatra che 18 anni fa finì nel mirino della magistratura e nel 2005 fu condannato a due anni per una truffa alle casse malati. La storia raccontata da lui stesso. Il memoriale uscirà l’8 ottobre.

E oggi sono arrivate le prime anticipazioni. “Il primo dicembre 1998 – si legge nella presentazione -, lo psichiatra Renzo Realini ha uno studio, tre cliniche e una schiera di fedeli collaboratori. Il suo percorso professionale ha seguito la tipica narrativa del self-made man: talento, passione, duro lavoro. Quel mattino, quando la polizia fa irruzione nel suo studio e lo arresta con l'accusa di truffa, la sua vita cambia improvvisamente. Seguiranno tredici mesi di custodia cautelare, di cui sei trascorsi in parziale isolamento in una stanza dell'Ospedale Civico di Lugano dove subirà un rapido declino psicofisico”.

Interdetto dalla professione – si legge sempre nella presentazione -, al momento del rilascio Realini “si ritrova a dover mettere insieme i pezzi della sua vecchia esistenza, concentrandosi su stesso, sulla sua salute, sulla sua famiglia e soprattutto sulla ricostruzione degli avvenimenti che hanno determinato la drammatica vicenda di cui è stato protagonista in attesa di un processo che avverrà sei anni dopo. "La cella di vetro" è un breve memoriale in cui lo psichiatra, per la prima volta, parla del caso giudiziario che lo travolse alla fine degli anni Novanta e intraprende un viaggio introspettivo da cui emergono molte domande che rimangono ancora senza risposta”.

L'autore

Renzo Realini è specialista FMH e SIP di Psichiatria e Psicoterapia. Dopo la laurea in Medicina all’università di Berna, ha conseguito il dottorato in Psichiatria nel Policlinico universitario di Losanna. Ha poi completato la sua formazione in Psichiatria forense nell’università di Ginevra e Psicanalitica freudiana a Losanna e Ginevra. Capoclinica e medico aggiunto in policlinici universitari svizzeri e italiani, è docente universitario in Psichiatria a Losanna, Bologna e Roma. È stato direttore dei Servizi psicosociali del Canton Ticino.

Tra gli altri, ha ricoperto il ruolo di consulente psichiatrico nel primo Centro terapeutico per tossicodipendenti Villa Argentina (di cui è anche cofondatore) a Lugano; nel carcere di Losanna; nell’Ospedale Civico e nella clinica Moncucco a Lugano e nell’Ospedale Malcantonese di Castelrotto-Croglio.

È, inoltre, membro della Fondation pour le développement de la Psychothérapie Médicale spécialement de la Psychothérapie de groupe, del GREAT (Groupement romand d’études sur l’alcolisme et la toxicomanie) di Losanna, della Società svizzera di psichiatria e psicoterapia, della Società italiana di psichiatria e di quella di psicopatologia. Da sempre impegnato nel campo della ricerca, Realini è autore di diversi studi pubblicati su libri e riviste specializzate nazionali e internazionali.

 

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