SINDACATO E SOCIETÀ
Iniziative sui premi, OCST e VPOD: “Il prezzo non lo paghi il personale”
I due sindacati esprimono preoccupazione per le misure contenute nel messaggio del Consiglio di Stato: nel mirino i possibili effetti su condizioni di lavoro, occupazione e qualità dei servizi
TiPress / Pablo Gianinazzi
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BELLINZONA - OCST e VPOD alzano la voce dopo la presentazione del messaggio del Consiglio di Stato sulla prima tappa di attuazione delle iniziative sui premi di cassa malati. In una presa di posizione congiunta, i due sindacati esprimono forte preoccupazione per una serie di misure che, a loro giudizio, rischiano di pesare direttamente sul personale e di indebolire la qualità dei servizi offerti alla popolazione.

“I Sindacati VPOD e OCST prendono atto con preoccupazione delle misure prospettate dal Consiglio di Stato nel messaggio concernente la prima tappa di attuazione delle due iniziative popolari sui premi di cassa malati.

Pur riservandosi un’analisi più approfondita del pacchetto, emerge fin d’ora un elemento centrale: diverse misure rischiano di avere conseguenze dirette sulle condizioni di lavoro del personale e sulla qualità dei servizi offerti alla popolazione.

Particolare attenzione suscita la diminuzione di 1,5 milioni di franchi del contributo al settore della disabilità. In un ambito già caratterizzato da una forte pressione operativa e da precedenti tagli, una riduzione delle risorse comporterà una minore capacità di presa a carico e un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro.

Altrettanto gravosa appare la riduzione dei contributi a USI e SUPSI, già alle prese con i tagli federali nella ricerca. Già oggi, in alcuni ambiti, le condizioni offerte al personale accademico risultano spesso precarie e meno attrattive rispetto ad altri settori accademici o dell’insegnamento. Interventi di questo tipo rischiano di accentuare queste difficoltà, con ripercussioni sulla capacità di attrarre competenze qualificate a condizioni appropriate.

Sul piano sanitario e sociosanitario, come già contestato dai Sindacati, desta preoccupazione l’ottimizzazione della fatturazione dell’OSC. È fondamentale che le collaboratrici e i collaboratori possano operare in condizioni che permettano loro di svolgere adeguatamente il proprio lavoro e di garantire una presa a carico appropriata delle persone assistite.

A ciò si aggiungono i risparmi nel settore dei rifugiati che, come visto anche nel contesto del preventivo 2026, rischiano di comportare un’ulteriore diminuzione dei volumi occupazionali.

In linea generale, considerato anche il fatto che il messaggio paventa già ulteriori misure nell’ambito dei singoli preventivi, i Sindacati ribadiscono che la politica finanziaria del Cantone non deve ricadere sulle spalle del personale. Il rischio è infatti quello di compromettere ulteriormente l’equilibrio tra risorse disponibili, carichi di lavoro e qualità delle prestazioni.

In questo senso, al fine di evitare che l’attuazione delle iniziative ricada sui servizi pubblici, va altresì rimarcata l’esigenza di intervenire in maniera più decisa sul fronte delle entrate.

Nel solco delle mobilitazioni degli ultimi anni e della petizione intersindacale “Misure di risparmio, è ora di cambiare rotta!”, i Sindacati OCST e VPOD sottolineano la necessità di garantire finanziamenti per rispondere ai crescenti carichi di lavoro e bisogni della popolazione.

In prospettiva, il reiterarsi di una simile politica di contenimento della spesa rischia inoltre di limitare la progettualità del Cantone e di indebolire l’attrattività dello Stato e del settore parapubblico come datori di lavoro responsabili e affidabili, capaci di offrire prospettive di sviluppo professionale”.

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