Il direttore della Divisione dell’Economia del DFE sul caso che sta infiammando il Cantone: “La Tripartita è chiamata a intervenire in qualsiasi settore”

BELLINZONA – Salari “infami”, numero di dipendenti e di personale frontaliero e residente: tutto sbagliato, tutto contestato. “Dati vecchi di mesi”, ha dichiarato il patron della Bravofly Fabio Cannavale nell’intervista al Corriere del Ticino (qui) presentando una realtà, almeno dal punto di vista degli stipendi, diversa. Non i 2'800 franchi medi accertati dall’Ispettorato del lavoro, ma un salario mediano, su 13 mensilità, di 3'600 franchi.
Due voci, due versioni. Fra botta e risposta, repliche e controrepliche, l’affaire Bravofly assume sempre più i contorni di un fumoso bailamme. Due in particolare le domande che sorgono: a quando risale l’accertamento condotto dall’ispettorato del lavoro, sulla cui base si è poi deciso di assoggettare le agenzie di viaggi al contratto normale? E cosa è successo durante il discusso incontro di quest’estate tra la direzione del DFE, il Municipio di Chiasso e la Bravofly?
La confusione aumenta infatti sul ruolo giocato in quell’occasione dal Municipio di Chiasso (ringraziato da Cannavale per il suo appoggio nella vertenza sull'adozione del Contratto). Ma qui ci ha già pensato Roberta Pantani, impegnata nella battaglia ‘social’ con Giorgio Fonio, a mettere i puntini sulle i (qui). Alla prima domanda risponde invece Stefano Rizzi. Il direttore della Divisione dell’conomia del DFE, contattato da Liberatv, chiarisce subito di non voler entrare nella polemica frutto di una fuga di notizie su un verbale di una riunione della Commissione Tripartita.
Il periodo controllato, spiega Rizzi, è il gennaio 2015. I dettagli salariali emersi sulla Bravofly risalgono perciò a questo periodo. “Che qualcosa sia ora cambiato come sostiene Cannavale – commenta – può anche essere possibile”.
Fra l’individuazione di un settore da controllare e l’attuazione, se se ne prova la necessità, poi del contratto normale intercorre infatti sempre un certo lasso di tempo. “Quando parte un’inchiesta – spiega Rizzi –, viene definito un periodo di riferimento e vengono rilevate le buste paga di tutti i dipendenti. Le componenti salariali sono ben definite anche se in passato, in alcuni ricorsi al Tribunale Federale, c’è stata discussione in merito”. Tribunale federale che, aggiunge sottolineando la solida base su cui possono lavorare la Commissione Tripartita e il Consiglio di Stato, si è sempre pronunciato in favore dell’autorità.
L’iter è spiegato nel dettaglio sulla pagina del Cantone (qui), ma, riassumendo, fatti gli accertamenti e verificata una situazione di pressione o dumping in un settore senza contratti collettivi, viene quindi proposta al Consiglio di Stato l’applicazione di un Contratto normale. Fra l’individuazione di un settore sensibile e l’approdo alla soluzione passa, volenti o nolenti, del tempo, che può anche veder mutare la situazione delle aziende prese in esame, come sarebbe il caso, secondo quanto sostiene Cannavale, della Bravofly.
“Ed è anche quello che auspichiamo – commenta Rizzi –. L’obiettivo dell’introduzione di un contratto normale è proprio quello di ottenere un adeguamento dei salari. In caso contrario l’azienda è multata in occasione dei controlli che puntualmente sono previsti.”
Meccanismo di controllo a cui, nel caso del contratto per le agenzie di viaggi, la Bravofly sembra però sfuggire avendo cambiato la propria natura. “Questo sarà possibile appurarlo nel momento in cui il contratto sarà in vigore. Se l’azienda sarà ritenuta un’agenzia di viaggi, verrà accertata nuovamente la situazione verificando il rispetto del minimo salariale”.
Altrimenti? Fatta la legge, trovato l’inganno? L’etichetta di “azienda digitale” sembra racchiudere tutto e niente. Come avviene il controllo di questa “zona grigia”?
“La Commissione Tripartita – risponde Rizzi – è chiamata a portare la propria attenzione ovunque vi sia una situazione di dumping e l’assenza di un contratto collettivo. Lo ha fatto con gli impiegati di commercio in diversi settori, con l’informatica, con le agenzie viaggi appunto. E lo farà anche in futuro per altri settori in cui dovesse essere constata una situazione di questo tipo”.
Dunque, se settore a sé è, anche quello digitale potrebbe un domani essere al centro di un contratto normale di lavoro.
Quando parte una inchiesta, spiega infatti Rizzi, la prima cosa che viene fatta è definire il settore: per facilitare il compito e sapere concretamente quali aziende controllare, c’è bisogno di una categorizzazione che viene generalmente basata su un indicatore, il NOGA, elaborato dall’Ufficio federale di statistica. Questo, in sostanza, definisce il settore di pertinenza dell’azienda. Secondo questo indicatore la Bravofly è oggi una agenzia di viaggi. Punto su cui, da quanto emerso, l’azienda sta lavorando.