CRONACA
Bertoli spiega le osservazioni del Governo su TeleTicino che hanno irritato Lombardi: "Stanno usando la concessione radio per fare tivù"
Il ministro della cultura: “Se ho capito bene, Lombardi se la prende perché chiediamo all’autorità di vigilanza un adeguato controllo tenuto conto dei finanziamenti pubblici. Appena ho un attimo lo chiamo"

BELLINZONA – Il direttore del Dipartimento cultura, Manuele Bertoli, spiega oggi su LaRegione il motivo dell’ira di Filippo Lombardi che, in qualità di presidente di TeleTicino, se l’è presa con la risposta del Governo alla consultazione avviata dall’Ufficio federale della comunicazione. La questione, dopo la reazione di Lombardi, aveva scatenato anche una polemica interna al Consiglio di Stato, con Norman Gobbi che diceva “non ne sapevo nulla” e lo stesso Bertoli che lo accusava di mentire (leggi qui).

Ma veniamo al punto centrale. La revisione dell’ordinanza sulla radiotelevisione, che assegna più soldi alle emittenti private, prevede anche qualche obbligo per le stesse. Tra questi, quello di sottotitolare i programmi. Cosa che, evidentemente, comporta dei costi. Ma più un generale Lombardi se l’è presa perché il Consiglio di Stato ha suggerito, nell’ambito della consultazione su un tema sul quale non ha competenza decisionale, maggiori controlli da parte dell’autorità federale.

Ecco i passaggi principali dell’intervista a Bertoli.
“Se ho capito bene, Lombardi se la prende perché chiediamo all’autorità di vigilanza un adeguato controllo tenuto conto dei finanziamenti concessi alle aziende private. A maggior ragione considerato che con questa revisione dell’ordinanza si propone di aumentare il contributo. Francamente non capisco perché uno debba arrabbiarsi per una cosa del genere! Se vengono qui al Decs a fare più controlli non mi oppongo di certo. È giusto, perché spendo soldi pubblici e non ho certo niente da nascondere. La stessa cosa vale per le ditte private che percepiscono finanziamenti pubblici”.

E sui sottotitoli: “La riforma prevede la sottotitolazione di quanto passa in televisione. E questo costa. Alle ‘private’ lo impongono dalla prima replica. Noi abbiamo segnalato che TeleTicino filma la radio. Detta altrimenti, stanno usando la concessione radiofonica per fare televisione. Se fatta per evitare la sottotitolazione, non va bene. Poi naturalmente spetta all’Ufcom dire cosa devono fare. Lombardi sostiene che non hanno più intenzione di farlo. Bene, ma allora dove sta il problema? Perché se l’è presa? Noi, in quanto autorità, dovevamo segnalarlo. In ogni caso non credo che si possa considerare offensiva la nostra lettera. Appena ho un attimo, chiamerò Lombardi”.

red

 

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