CRONACA
I 90 anni della Corazzata Potëmkin. Paolo Villaggio racconta come nacque la scena della "cagata pazzesca"
L'attore sul Corriere della Sera: “La cineteca per molti intellettuali era un luogo di autentica tortura. Il film più temuto era la terrificante Corazzata Potëmkin”...

ROMA -“La cineteca per molti intellettuali era un luogo di autentica tortura. Le proiezioni erano abitualmente il sabato sera quando gli intellettuali di estrema sinistra avrebbero voluto passare una serata naturalmente divertente e per molti di questi disgraziati addirittura esaltante: andare a cena con una deficiente prosperosa, volgare ma disponibile”.

Paolo Villaggio racconta così, per il Corriere della Sera, tra realtà e fantasia, le sue tragiche visioni della Corazzata Potëmkin, prototipo assoluto del realismo sovietivo, firmato dal regista Sergej Michajlovič Ėjzenštejn. Il film fu presentato in anteprima esattamente 90 anni fa, il 21 dicembre 1925 al teatro Bol'šoj di Mosca.

“La Corazzata” è protagonista di una delle più celebri scene della saga del ragionier Ugo Fantozzi, che sbotta “quel film è una cagata pazzesca!” (guarda il video ).
Villaggio racconta che quella scena non nacque per caso: “La Corazzata” fu davvero un suo incubo di gioventù...

"Purtroppo c’era il maledetto obbligo del film d’autore. La caratteristica di questi film erano il bianco e nero, la lunghezza minima di tre ore e venti, il tutto di una noia mortale. All’ingresso c’era l’organizzatore maledetto, un certo Turolli. Entravano tutti rassegnati e domandavano: cosa ci fate vedere questa sera?

Il film più temuto era la terrificante “Corazzata Potëmkin”. Gli intellettuali entravano con gli occhi sbarrati, quasi rassegnati. Prendevano abilmente posto nelle ultime file dove potevano prendere sonno anche russando sguaiatamente. Quando si riaccendevano le luci in sala cominciava la parte più atroce. Turolli, che era quasi un nano con gli occhi a palla, pronunciava, con una punta di crudeltà, la mitica frase: e ora la parte più esaltante della serata, il dibattito”.

In uno di questi finali drammatici, racconta Villaggio, “un certo Tino Formichini si era abbattuto rovinosamente sul pavimento folgorato dalla noia. Tutt’intorno risate devastanti. Formichini, con la faccia sul pavimento, aveva urlato: “Scusate, erano anni che volevo dirlo: La corazzata Potëmkin è una cagata pazzesca”.

Red

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