CRONACA
La polizia cantonale avrà la sua psicologa. Il Comandante Matteo Cocchi: "Vi spiego di cosa si occuperà"
Si chiama Marina Lang Bindella e dal primo settembre assumerà il ruolo di psicologa per la Polizia cantonale e per le Strutture carcerarie ticinesi. Sarà da supporto al Corpo sotto molti aspetti esterni ed interni

Comandante Cocchi, la polizia cantonale ha deciso di dotarsi di una psicolaga. Ci presenta, in breve, la persona che avete scelto?
"Dal primo settembre Marina Lang Bindella assumerà il ruolo di psicologa per la Polizia cantonale e per le Strutture carcerarie ticinesi. Licenziata in psicologia ha ottenuto il diploma Postgrade ed è in possesso dell’abilitazione cantonale al libero esercizio della professione di psicologa e di psicoterapeuta. Vanta una pluriennale esperienza professionale nel campo della psicologia e attualmente è attiva con il grado di sostituto Capo Psicologo presso il Centro di reclutamento militare del Monte Ceneri e in qualità di psicologa presso lo studio del Dr. Med. Carlo Calanchini di Lugano".

Quali compiti svolgerà di preciso?
"L’attività della psicologa di polizia sarà suddivisa in compiti fondamentali e particolari. Per quanto riguarda quelli fondamentali si tratta di formazione e selezione del personale, supporto alla Direzione della Polizia in ambiti legati al personale, supporto psicologico agli agenti come pure al personale civile, attività di pubbliche relazioni esterne al Corpo e supporto alla comunicazione esterna, tramite attività di informazione e ricerca. Per quanto riguarda quelli particolari si tratta di supporto tecnico in appoggio alla struttura di condotta in particolari operazioni di Polizia ad alto rischio, sviluppo delle procedure e degli strumenti psicologici a supporto della condotta e dello sviluppo del personale, attività nell’ambito della selezione del personale e attività legate alle analisi aziendali"

Perché si è resa necessaria questa nomina?
"L’esigenza di disporre di un proprio psicologo nasce dalla constatazione che le polizie di tutto il mondo sono confrontate con un crescente bisogno di disporre di specialisti della salute mentale a scopi interni e per la gestione di taluni fenomeni di criminalità. Importanti sono oggi le lacune, in particolare negli ambiti di assistenza al personale di polizia e di supporto ai Gruppi dei negoziatori in caso di presa d’ostaggi così come in ambito carcerario per gli agenti di custodia. Circa la metà dei Corpi di polizia svizzeri dispone di un proprio supporto psicologico, pochissime sono le polizie cantonali medio/grandi che oggi non ne dispongono. Ritenuta l’esigenza sempre più diffusa e marcata di poter disporre di un supporto psicologico che sappia tener conto delle specificità e delle particolarità della professione di agente di polizia, da anni è riconosciuta la specificità della funzione di psicologo di polizia, professione riconosciuta dal Centro svizzero di formazione professionale, orientamento professionale universitario e di carriera. Si segnala inoltre che è attiva una associazione degli psicologi di polizia svizzeri. Si rileva infine, che anche l’Esercito ha introdotto la figura dello psicologo sia a livello di reclutamento sia come sostegno, appoggio e formazione per le truppe e gli istruttori. 

Non temete che questa assunzione susciti malumori in un momento di “sacrifici”?
"La necessità risale a parecchio tempo addietro così come l’autorizzazione all’assunzione risale ad alcuni anni orsono. In realtà non si tratta di un “sacrificio” ma di un investimento che già da tempo viene utilizzato tramite l’impiego di specialisti esterni. Il fatto di disporre di una specialista interna porta però tutta una serie di vantaggi in termini di continuità, conoscenza del Corpo, delle attività e delle problematiche ad essa legate. Insomma una specialista che vive le sfaccettature della nostra professione e che ne comprende quindi le dinamiche che possono influire negativamente sulla psiche. Siamo certi che in breve tempo sarà riconosciuta la bontà del progetto". 

emmebi

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