LOCARNESE - Un motivo orecchiabile, leggero, cantato in dialetto da un giovane musicista locarnese, in duetto con un amico. La canzone, accompagnata da una chitarra, ricorda un po’ lo stile di Sebalter, forse perché l’autore inizia fischiettando. Si intitola “Ala Vüna”, ed è una sorta di canzone di denuncia contro le “notti brevi” di Locarno, che da tempo fanno discutere. Soprattutto tra i giovani, che vorrebbero regole meno ferree per i locali pubblici.