Nei giorni successivi all’arresto, ad almeno due riprese (sostiene la Procura) il faccendiere consegnò al suo legale di allora (nel titolo l’Avvocato Tal dei Tali, ndr) dei fogli manoscritti in busta chiusa, da portare al di fuori del penitenziario. I “pizzini”, come furono poi chiamati dalla stampa. Si trattava di istruzioni dirette ai dipendenti dell’imputato, con cui si chiedeva di trasferire un importo di 6,6 milioni di euro. Il tutto attraverso quattro operazioni. Operazioni che però non vennero effettuate in maniera totalmente corretta. Fu ordinato infatti lo spostamento di una somma superiore a quella disponibile. Cosa che mandò in rosso il saldo del conto di partenza. La banca ovviamente ravvisò il problema, e l’intera vicenda venne infine a galla. La procuratrice Fiorenza Bergomi non ha dubbi: il consulente finanziario voleva sottrarre i soldi ai sequestri disposti dalla Magistratura. Da qui, di riflesso, il rinvio a giudizio del suo ex-legale, che Bergomi ha appena firmato. Alle Assise Correzionali l’avvocato dovrà rispondere di favoreggiamento e riciclaggio. Accuse da sempre respinte. Lo ha ribadito, ancora oggi, il suo difensore: “Il nostro assistito – ha spiegato Maria Galliani – contesta le imputazioni, e lo farà valere in sede dibattimentale.” Alla Corte il compito di decidere”.