CRONACA
Caso Adria-WIR, scintille tra Marco Villa e John Noseda. Ora il processo rischia di andare alle 'calende greche'. Il giudice sta costituendo la Corte, ma avverte: ce ne occuperemo quando avremo tempo. E non esclude un nuovo rinvio dell'atto d'accusa al pr
Continua il braccio di ferro via raccomandata tra il giudice del Tribunale penale e il procuratore generale sul caso Adria-Banca Wir. Tra le righe dello scambio di corrispondenza si legge una malcelata tensione tra le due autorità giudiziarie. Ma non solo: si capisce che il processo è destinato a slittare sine die…
LUGANO – Continua il braccio di ferro via raccomandata tra il giudice del Tribunale penale Marco Villa e il procuratore generale John Noseda sul caso Adria-Banca Wir. Tra le righe dello scambio di corrispondenza si leggono scintille e una malcelata tensione tra le due autorità giudiziarie. Ma non solo: si capisce che il processo è destinato a slittare sine die…

Nei mesi scorsi Villa aveva rimandato a Noseda l’atto d’accusa firmato da quest’ultimo nell’ottobre del 2016 (
), ritenendolo lacunoso e incompleto. Noseda ha però ricorso alla Corte dei reclami penali, ottenendo ragione per un motivo formale: prima di rinviare l’atto d’accusa al Ministero pubblico, il giudice avrebbe dovuto comporre la Corte chiamata a presiedere il processo. Insomma, non poteva decidere da solo.

Tra le parti c’è stato nel frattempo un fitto scambio di lettere, inviate in copia a tutti i protagonisti del procedimento o ai loro legali. A fine marzo il giudice Villa ha comunicato di aver ordinato la costituzione della Corte, “comprensiva degli assessori giurati”.

“Appena costituita la Corte, e dato il necessario tempo ai nominati giudice a latere e agli assessori giurati di procedere a un sommario esame degli atti dell’incarto, e meglio dei depositati 12 scatoloni con tutti gli atti e verbali acquisiti, si procederà a un nuovo esame dell’atto d’accusa”.

Poi il giudice mette le mani avanti: quando sarà stato possibile alla Corte esaminare gli atti “è impossibile dirlo, ma non sarà di certo nelle prossime settimane o mesi, tenuto conto del tempo necessario alla consultazione”.

Villa ricorda inoltre il proprio obbligo di dare la precedenza a processi con imputati in detenzione e a tutti gli atti d’accusa attribuitigli con imputati non detenuti ma firmati prima di quello sul caso Adria-Wir.

Insomma, il messaggio sembra chiaro: i tempi saranno molto lunghi. Anche perché, una volta esaminati gli atti, la Corte dovrà decidere su un eventuale nuovo rinvio dell’atto d’accusa al procuratore Noseda.

In una seconda lettera, inviata nei primi giorni di aprile, il giudice Villa elenca gli undici punti che, a suo avviso, il procuratore generale non ha approfondito o ha liquidato violando regole formali.

emmebi
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