CRONACA
Bello Figo. Il punto sulle indagini di John Noseda. Lo studioso dei gruppi di estrema destra: "A Lugano è passato il messaggio: chi è razzista arriva al suo obiettivo"
Dopo il primo giovane che si è costituito è atteso in Procura il campare. Al momento si ipotizza il reato di coazione e minaccia ma non quello di discriminazione razziale. Ma l'esperto Hans Stutz alla Regione dice: "È razzismo. Negli ultimi tre anni ho potuto osservare in Ticino una subcultura skinhead piuttosto attiva"
© Ti-Press / Pablo Gianinazzi
LUGANO - Ha ammesso i fatti e si è detto sinceramente pentito. Ora si attende che anche il compare con cui ha realizzato l’ormai celebre volantino intimidatorio e di stampo nazista contro il concerto di Bello Figo, si presenti al Ministero Pubblico a fare altrettanto.

 

Procedono spedite le indagini del procuratore generale John Noseda sul caso che ha infiammato le cronache ticinesi negli ultimi giorni. Dall’inchiesta, al momento, non risulta nessun legame con i gruppi di estrema destra presenti in Ticino. Si tratterebbe dunque dell’azione isolata e scriteriata di due ragazzini.

 


Stando a quanto riferito dalla RSI, Noseda avrebbe al momento ipotizzato nei confronti del ragazzo che si è già costituito, i reati di minaccia e coazione (per aver costretto la discoteca a cancellare l’evento) ma non vi sarebbero invece elementi sufficienti per una accusa di discriminazione razziale.

 

Intanto la Regione pubblica oggi un’interessantissima intervista ad Hans Stutz, esperto di estremismo di destra e saggista. Stutz monitora e analizza il fenomeno dell’estrema destra da anni in Svizzera, come si può vedere nel suo sito (www.hans-stutz.ch). “Ho analizzato questo volantino - dichiara l’esperto al quotidiano bellinzonese - è razzista ed è corredato da precisi simboli legati ai movimenti neonazisti, il suo messaggio è chiaro e coerente. Questo volantino è un attacco politico, che ha centrato il suo obiettivo ed ha avuto successo. A Lugano è passato questo messaggio: chi è razzista arriva al suo obiettivo”.

 

Hans Stutz ha pochi dubbi sulla matrice razzista del volantino: “Il messaggio politico è chiaro e coerente. Va contro un uomo di colore. Nel volantino hanno usato simboli precisi, non scelti a caso, legati ad ambienti skinheads di ideologia neonazista e di estrema destra (come White Power, 88, la croce celtica, la svastica). Simboli che sono coerenti con il messaggio di stampo razzista contro una persona di colore”.

 

Nell’intervista con il quotidiano bellinzonese, che vi invitiamo a leggere per esteso sul giornale, l’esperto fa il punto sui movimenti legati all’estrema destra nel nostro Cantone: “Negli ultimi tre anni ho potuto osservare in Ticino una subcultura skinhead piuttosto attiva. Osserviamo da tempo nella rete alcune persone residenti in Ticino collegate a movimenti skinhead di Milano e Varese. Spesso attraverso il nazirock riescono ad avvicinare giovani all’ideologia del nazionalsocialismo”.

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