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Cronaca
24.05.2017 - 17:330
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

Caro Magdi Allam, alcune cose che l'Occidente deve fare prima di mettere fuorilegge l'Islam. Dalle guerre di aggressione scatenate contro il Mondo musulmano agli affari con gli Stati che sostengono l'Isis

L'ANALISI - La prima misura concreta (per citare il giornalista) che dovremmo adottare contro il terrorismo islamico, è quella di spogliarci di questa ipocrisia elefantiaca, di questa corruzione etica che in nome del denaro ci ha messo in vendita, e rinunciare a fare affari, a farci comprare, e a vendere armi a Nazioni che sostengono lo Stato Islamico

di Andrea Leoni

Provocazione per provocazione si potrebbe rispondere a Magdi Allam che ad essere messo fuorilegge dovrebbe essere questo nostro Occidente prima dell’Islam (quale Islam poi? Anche quello sciita ad esempio che definisce "spazzatura ideologica" lo Stato Islamico e che lo combatte sul campo e non con gli aerei al posto nostro?).

 

Questo Occidente che ha scatenato ripetute guerre di aggressione al mondo musulmano (Afghanistan, dura da 16 anni, Iraq, Somalia, Libia, Siria…). Questo Occidente che ha dunque contribuito in maniera decisiva alla destabilizzazione di una bella porzione del Mondo, si è infilato in un conflitto fra sunniti e sciiti in cui non c'entrava nulla, ciò che è all’origine tra l’altro delle massicce migrazioni che stiamo vivendo e della nascita e della crescita dei vari gruppi jihadisti che si sono succeduti negli anni (e che con i loro attentati ammazzano prevalentemente musulmani, ricordiamocelo). Questo Occidente che fa affari e vende armi, Svizzera compresa, a Paesi che finanziano l’Isis e che incarnano come forma di Governo l’Islam più estremista e radicale (Arabia Saudita first Mr Trump?). Questo Occidente che ha raso al suolo ogni forma identitaria e valoriale in nome di una tuttologia e di un consumismo in grado addirittura di trasformare la natura del sesso nell’ideologia del “genere”. Questo Occidente che si sta facendo comprare dai petrodollari dei Paesi del Golfo (aziende, banche e interi quartieri delle capitali europee), barattando in questo scambio esclusivamente economico anche il finanziamento di presidi islamici radicali come lo sono alcune moschee, alcuni centri culturali e varie associazioni.

 

A molti è sfuggito il fatto che, ad esempio, nella città dell’ultimo attentato, Manchester, una squadra di calcio, il City, è di proprietà dello sceicco Mansour, fratellastro del presidente degli Emirati Arabi Uniti. Così come il padrone del Paris Sain Germain è lo sceicco Al-Thani, emiro del Qatar (altro Paese che di certo ha appoggiato lo Stato Islamico). E la Qatar Foundation è lo sponsor principale del Barcellona. E che lo stesso Emirato ospiterà i mondiali di calcio.

 

La prima misura concreta (per citare Magdi Allam) che dovremmo adottare contro il terrorismo islamico, è quella di spogliarci di questa ipocrisia elefantiaca, di questa corruzione etica che in nome del denaro ci ha messo in vendita, e rinunciare a fare affari, a farci comprare, e a vendere armi a Nazioni che ben conosciamo. Armi che vengono utilizzate per fare le guerre (vedi ad esempio Arabia Saudita con lo Yemen). La seconda misura concreta, conseguenza della prima, è quella di proibire a questi Paesi di finanziare i presidi islamici in Occidente (ma per farlo dobbiamo rinunciare ai business poc’anzi elencati). La terza misura concreta è quella di smetterla di scatenare guerre (dove muoiono bambini uguali ai nostri di Manchester) e andare a ficcare il naso in casa d'altri, spesso e volentieri con lo scopo di intronare Governi compiacenti alle nostre politiche. La quarta misura concreta è quella di ordinare alle nostre multinazionali di piantarla di conquistare economicamente Paesi, prosciugando tutte le loro risorse, in particolare quelli africani, dove poi inevitabilmente l’epidemia ideologica islamista trova terreno fertile nella sofferenza della popolazione. La quinta misura concreta, la più difficile, è quella di ricostruire un’identità europea orgogliosa di riscoprire le sue radici storiche e valoriali (di cui l’Islam non fa parte ma con il quale oltre a combatterci nei secoli abbiamo anche collaborato mica male) da anteporre a quelle del mercato. E le ragioni della comunità all’individualismo.

 

Ecco: una volta fatto tutto questo potremo con la coscienza pulita dire ai musulmani che l’Occidente non è e non sarà mai islamico. Esattamente come i Paesi islamici non saranno mai occidentali: e va benissimo così, anzi così deve essere. Potremmo dir loro che non esiste opzione per cui l’Islam possa essere parificato - religiosamente, culturalmente e politicamente - ai cardini (greci, cristiani, illuministi) su cui la società occidentale è stata edificata nei secoli. Libertà di culto per i musulmani - perché questo è un valore occidentale e come tale va difeso - ma niente di più. Quindi, mai e poi mai, come propone il PS nazionale, il riconoscimento dell’Islam come religione ufficiale. O altre castronerie del genere tipo partiti islamici, simboli vari, proselitismo per strada e imam nell’esercito. Almeno fino a quando la demografia non cambierà i rapporti di forza.

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