Continua a far discutere la maxi retata di una settimana fa in centro a Lugano. Il foglio leghista: "Il risultato dell'operazione (pagata dal contribuente) è stato magro".

“L’episodio - scrive il foglio leghista - suscita degli interrogativi. Tanto più che, al di là del superamento della capienza massima del locale, il risultato dell’operazione è stato magro. Tre minorenni e sei persone in possesso di stupefacenti (di che tipo? Si suppone comunque per uso personale...) non sono un gran trofeo. Oltretutto, i controlli antidroga non erano l’obiettivo dell’operazione, ma piuttosto un effetto collaterale: “Si è colta l’occasione per effettuare verifiche sul rispetto della Legge federale sugli stupefacenti” ha infatti dichiarato il portavoce della Polizia cantonale al portale Ticinolibero”.
“Per non saper né leggere né scrivere - prosegue il Mattino - ci chiediamo: ma è normale che per controllare se la capienza di una discoteca è rispettata si mandino addirittura una cinquantina di agenti? E se il problema era di capienza, c’era bisogno di metterci tre ore per far uscire gli avventori? E da cosa è stata originata la maxioperazione al Choco-late? Forse da una soffiata della concorrenza? E il caso del giovane “nudo e genuflesso” costretto a un controllo integrale su un furgoncino e poi risultato pulitio? Il tema della proporzionalità dell’intervento, insomma, si pone. Tanto più che il conto della maxioperazione lo paga il contribuente”.
Nel frattempo nessuna interrogazione o interpellanza è ancora giunta né sul tavolo del Governo né su quello del Municipio di Lugano. Le uniche entità che potrebbero dare qualche risposta a queste e altre domande.