CRONACA
"Non capisco perché Asia Argento fa la vittima". Sullo scandalo sessuale di Harvey Weinstein dice la sua anche Rocco Siffredi: "Parlare di violenza sulle donne non c'entra niente"
Il più famoso porno attore del mondo scatenato sullo scandalo che ha travolto Hollywood: "Di Weinstein è pieno il mondo del cinema e non solo. E ora arrivano queste poverine che dicono di aver sofferto…Poverine cosa? Poverine ‘sto ca.…"
MILANO - Sullo scandalo sessuale che ha travolto Harvey Weinstein, dice la sua anche Rocco Siffredi. In particolare sull’addentellato italiano della vicenda che ha

 

Una testimonianza, quella di Asia Argento, che ha raccolto reazioni molto contrastanti. Tra chi l’ha difesa a spada tratta plaudendone il coraggio e chi invece l’ha attaccata accusandola di ipocrisia. Ieri vi abbiamo proposta il punto di vista dello scrittore Massimo Fini, il quale ha voluto allargare il discorso teorizzando che oltre all’abuso dell’uomo di potere esiste anche quel che lui chiama il “Fi…Power”.

 

Ma torniamo al punto. Il più famoso porno attore del mondo è intervenuto ai microfoni della Zanzara su Radio 24. “Sono d’accordo con Libero - ha affermato Siffredi - non capisco perché ci ha messo 20 anni per uscire fuori, perché Asia Argento fa la vittima. Funziona da mille anni così e chi fa il cinema tradizionale è abituato a fare questo. Vi potrei fare mille altri nomi di persone che hanno fatto casting hard per fare una parte in cui devono recitare, parlare. Mi fa schifo voler fare vittimismo dopo vent’anni. Perché parlare di violenze sulle donne che non c’entra un ca…, è una strumentalizzazione. Sei tu che hai deciso di farlo per ottenere una parte. Ma di che parliamo…”.

 

“Di Weinstein – ha aggiunto il divo del cinema hard - è pieno il mondo del cinema e non solo. E ora arrivano queste poverine che dicono di aver sofferto…Poverine cosa? Poverine ‘sto ca.… Quando decidi di non andarci, di mollare e andare via, il potere finisce. E’ solo un interscambio, punto. Mica ha deciso di trattenere a forza le persone, bloccarle in una camera”.

 

“Mia moglie mi ha detto – ha aggiunto ancora Siffredi - che al posto di Asia a Weinstein avrebbe staccato l’uccello a morsi con la bocca e glielo avrebbe sputato in faccia. Ma basta con le stupidaggini di una ragazza maggiorenne con un’esperienza di vita, la madre attrice, il papà regista famosa, conosce il set, che ha avuto paura e si è messa paura di fronte al produttore di Hollywood. E non una sola volta, ma più volte. E’ recidiva la signorina. Forse c’è un processo penale, e forse c’è l’idea di farsi pagare, incassare dei soldi. Sei stata tu a decidere di farlo per essere sicura di avere una parte”.

 

Un caso insomma che continua a far discutere, nel classico scontro tra innocentisti e colpevolisti. Qui il nostro approfondimento con la sessuologa Kathya Bonatti.

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