CRONACA
Da Flavio Bomio 50'000 franchi prestito. La somma versata per far fronte alle spese di un incidente del marito della funzionaria finita sotto inchiesta per corruzione
Il prestito risale alla primavera del 2016 e sarebbe stato versato dal conto di Bomio in un’unica soluzione. La transazione è venuta alla luce al momento della dichiarazione delle imposte del detenuto
©Ti-Press/Gabriele Putzu
BELLINZONA - Un prestito da 50’000 franchi. È questa la somma che Flavio Bomio ha concesso al marito di una funzionaria dell’Amministrazione pubblica finita sotto inchiesta per corruzione passiva.

 

La Regione ha raccolto nuovi dettagli sulla vicenda. Innanzitutto sui motivi del prestito. Bomio avrebbe offerto il suo aiuto economico per far fronte a spese derivanti da un grave incidente della circolazione che aveva coinvolto il marito della funzionaria. Spese in quel momento insostenibili per la famiglia. Il prestito risale infatti alla primavera del 2016 e sarebbe stato versato dal conto di Bomio in un’unica soluzione. La transazione è venuta alla luce al momento della dichiarazione delle imposte del detenuto.

 

La dipendete pubblica - sulla cinquantina e da molti anni in servizio all’Ufficio dell’assistenza riabilitativa della Divisione della giustizia (Dipartimento istituzioni) - non avrebbe sollecitato il prestito all’ex presidente e allenatore della società di nuoto di Bellinzona, in carcere dal 2011 per gravi reati sessuali. Ma, una volta che Bomio gli ha offerto i soldi, non avrebbe saputo dire di “no”.

 

L’inchiesta dovrà chiarire se quel prestito è stato fatto senza secondi fini, oppure se il carcerato abbia goduto di qualche vantaggio a seguito del suo gesto. La funzionaria, infatti, risulterebbe essere l’assistente di riferimento dello stesso Bomio. La RSI, tuttavia, afferma che l'ex allenatore di nuoto non avrebbe ottenuto benefici. La dipendente, infatti, non aveva poteri decisionali, ma dava solo preavvisi, ad esempio su congedi o alleggerimenti di pena

 

Da segnalare che, a seguito degli interrogatori svoltisi ieri in Procura, il prossimo procuratore generale Andrea Pagani, non ha ritenuto ci fossero gli estremi per procedere con degli arresti.

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