L'opera racconta le "vite parallele" di due grandi giornalisti, testimoni e cronisti di due mondi così diversi e lontani, Sud America e Asia

“Leo Manfrini e Tiziano Terzani, inviati speciali in guerra e pace”: l'ultimo libro di Giuseppe Zois (edizione Villadiseriane) racconta le "vite parallele" di due grandi giornalisti, testimoni e cronisti di due mondi così diversi e lontani, Sud America e Asia: il ticinese Manfrini e il toscano Terzani. "Il libro è iniziato a Savosa, in casa di Leo, cenacolo di innumerevoli amicizie di ogni provenienza e pensiero; è proseguito a tappe, lui e io, spalla a spalla, al tavolo della sua sala con vista sul giardino" scrive l'ex direttore del Giornale del Popolo.
Vi proponiamo qui sotto una nota dell'editore e una dell'autore.
di Sergio Pagliaroli *
Un lungo viaggio tra eventi e incontri, raccontati da due grandi inviati di salda e perdurante, oltre che meritata, fama, conquistata sui molti campi che li hanno visti protagonisti. I due sono un italiano, Tiziano Terzani, e uno svizzero, Leo Manfrini. Il primo ha scritto per prestigiose testate, da “la Repubblica” al “Corriere della Sera” fino al tedesco “Der Spiegel”. Manfrini è stato giornalista, inviato, direttore dell’Informazione e regista alla Televisione della Svizzera italiana, con più di cento documentari epocali di cui è autore.
Su questo tandem di illustri firme internazionali è uscito un libro: “Leo Manfrini e Tiziano Terzani, inviati speciali in guerra e pace”, edito da Villadiseriane. Lo ha realizzato Giuseppe Zois, che ha conosciuto e frequentato entrambi, soprattutto Manfrini, per ragioni di mestiere e di territorialità, in un sodalizio di amicizia e giornalismo protrattosi per trent’anni a Lugano.
La moviola ha come punto di partenza la guerra del Vietnam, che i due inviati hanno raccontato per anni, ma è anche e soprattutto uno scavo nell’approccio professionale e umano al giornalismo, andando al cuore della comunicazione e delle sue responsabilità. Aspetti che emergono negli incontri dei due reporter e nell’ultima intervista concessa da Terzani a Zois, nel suo ultimo passaggio a Lugano, nel 2002. Ne nasce una panoramica a 360 gradi, dalla quale si stagliano nitide la capacità di cogliere gli avvenimenti e la lungimiranza nell’interpretarli.
Terzani ha saputo guardare lontano, con una lucidità di analisi che conferisce una straordinaria attualità alle sue parole, considerando quanto è accaduto e sta accadendo in questi ultimi vent’anni. Terzani è morto il 28 luglio 2004. L’Asia è stata la sua vita e la sua grande esplorazione: Singapore, poi Vietnam, Cambogia, Cina — dove fu arrestato e quindi espulso per “attività controrivoluzionarie” — quindi Hong Kong, Tokyo, Bangkok e infine l’India.
Dal canto suo, Manfrini nelle cronache di guerra amava inserire la vita e i drammi dei lebbrosari, i ricoveri di Saigon, i cimiteri dell’Argentina, il deserto del Paraguay, le storie di mafia e di terremoti, le attese dei giovani e lo sconforto dei vecchi. Ha sempre cercato la gente umile, più attento alla microsociologia che ai grandi sistemi. Era insomma — e lo si vede bene da queste pagine — un “viaggiatore senza passaporto”.
Il libro è un omaggio postumo al dovere della memoria per due inviati davvero “più” che speciali; un segno anche di gratitudine per quello che hanno rappresentato nel mondo dell’informazione, con i loro reportage di cronache incandescenti, poeti di una letteratura da riscoprire. Sono pagine ricche di curiosità sulla vita, il mestiere, i progetti e i sogni di due circumnavigatori che, sopra ogni cosa, mettevano la dignità umana.
Pagine in attesa di essere svegliate. Il libro reca anche due approfondimenti firmati da due nomi storici della Televisione svizzera: Willy Baggi e Federico Jolli.
* editore
di Giuseppe Zois *
Questo libro “con” e “su” Leo Manfrini e Tiziano Terzani ha un percorso che arriva al terminal dopo quindici anni dal decollo. È un libro di memoria, di amicizia e di affetto.
Era partito sulle ali dell’entusiasmo di Leo, che voleva rivisitare gli anni di una lunga amicizia e di frequentazioni periodiche sull’asse Lugano-Saigon, entrambi inviati molto speciali, anzi “più” che speciali, nel Vietnam della guerra durata dal 1955 al 1975. Una guerra vissuta e raccontata dai campi di battaglia, a proprio rischio, ma con esperienze umane di grande intensità, pur sotto un diluvio di bombe e attacchi cielo-terra e acquatici. Guerra e ansia di pace, appunto.
Il libro è iniziato a Savosa, in casa di Leo, cenacolo di innumerevoli amicizie di ogni provenienza e pensiero; è proseguito a tappe, lui e io, spalla a spalla, al tavolo della sua sala con vista sul giardino.
Con Leo, testimone e narratore di eventi significativi piccoli e grandi, era come camminare in un affascinante sogno. Il disegno ha avuto un primo colpo di freno, poi si è fermato con il sopraggiungere e l’aggravarsi della malattia di Leo. Ai fogli già scritti, in questo tempo successivo al suo addio, si sono aggiunti i preziosi e arricchenti contributi dei suoi colleghi Willy Baggi e Federico Jolli e, purtroppo, anche l’intervista-testamento che feci con Carlo Pellegrini, per tutti “Pelo”, cameraman-ombra di Manfrini e Terzani nelle spedizioni in Vietnam e compagno d’avventura in molte altre missioni di Leo, dal Senegal al Cile, fino al Paraguay sulle orme del multidimensionale Mosè Bertoni.
I dieci anni dal commiato sono un’occasione per un doveroso focus che tenga accesa la memoria di un geniale maestro della comunicazione e del suo altrettanto talentuoso collega Terzani, di cui molti libri hanno tenuto vivo il ricordo.
Leo ripeteva spesso che ogni ricordo equivale a una fotografia di vita, tanti scatti come cippi sulla scia dei giorni e degli anni; la memoria invece nasce quando si mettono assieme le foto, come si fa con i pezzi di un puzzle. Era un malinconico momento finale delle non poche serate di Savosa: “È troppo doloroso vivere con i ricordi”.
Rivisti oggi, Leo e Tiziano costituiscono un tandem di autentici, collaudati artisti nel saper cogliere, scegliere, accostare e realizzare quadri, abili come pochi nell’“animare” le parole di emozioni e sentimenti. “Anima”, appunto: quel “soffio” che resta il cuore eterno delle persone nell’intramontabile primato della vita, oltre le catene del tempo.
* autore