Il parrocco di Chiasso ritiene "storica" la visita del Santo Padre al 70esimo anniversario del Consiglio ecumenico delle Chiese. "Ha aperto una nuova via fatta di giustizia e carità"

GINEVRA – A quattordici anni dall'ultima volta con Giovanni Paolo II, la Svizzera ha riabbracciato un Papa. La visita odierna a Ginevra di Papa Francesco – accolto all'aeroporto anche dal presidente della Confederazione Alain Berset e dal consigliere federale Ignazio Cassis –, in occasione del 70esimo anniversario del Consiglio ecumenico delle Chiese, è da considerarsi "storica".
Lo afferma il parrocco di Chiasso don Gianfranco Feliciani, secondo il quale "il Papa si sta mettendo il linea con quello che sta avvenendo da molti anni".
"I cristiani – spiega Feliciani – che nei secoli si sono divisi, hanno capito lo scandalo della divisione e ora intendono ricucire lo strappo". "Papa Francesco ha capito che dalle parole bisogna passare ai fatti. È per questo che la sua presenza a Ginevra di oggi è storica. Ha capito che il vero problema non è la discussione teologica o sulle verità di fede, ma che per trovare l'unità tra le Chiese e i fedeli cristiani era necessario un impegno concreto, una discussione come quella che terrà oggi pomeriggio".
Secondo Gianfranco Feliciani quello del pontefice è anche "un messaggio di grandissima attualità". "Ultimamente non si fa altro che parlare di migranti: si discute di chiudere i porti e le frontiere, ma nessuno pensa che il nostro pianeta è una grande casa comune. O ci salviamo tutti insieme o affoghiamo tutti".
"È tempo – continua Feliciani – di rimboccarci le maniche e lavorare tutti insieme. Sono certo che le parole del Papa saranno ascoltate da tutti e segneranno un importante passo avanti per il movimento ecumenista".
"D'altronde – conclude – il Santo Padre ha un grande carisma e una grande personalità. Non ha paura di rendersi impopolare perché sa parlare con il cuore. In questo modo ha aperto una nuova via fatta di giustizia e carità concreta".
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