CRONACA
"Oh bella ciao"... Brissago-Cannobio un trekking lungo le "Porte della libertà"
Il percorso è stato oggetto di un’escursione organizzata ieri, giovedì 16 agosto, dalla Commissione cultura e turismo di Brissago

BRISSAGO - Il percorso è lungo circa 11 chilometri. Il sentiero parte dalla frazione di Cortaccio, dove termina la strada della Costa di Fuori, a mille metri di quota. E più o meno su quella quota, con qualche saliscendi, si cammina da Brissago a Cannobio, lungo la dorsale del Gridone, per poi scendere verso il paese italiano per 800 metri, passando dalla bella frazione di Cinzago, con le sue case di pietra.

 

Durante il tragitto, a circa 500 metri di quota, si passa davanti alla chiesetta di San Bartolomeo in Montibus, che conserva affreschi del Cinquecento (ma è chiusa) e accanto alla quale sorge un vecchio cimitero, con tanto di cappella di famiglia.

 

La discesa “spacca gambe” è la parte più impegnativa di questo breve trekking, della durata di circa quattro ore (meglio calcolarne quattro e mezza, con le pause).

 

La parte iniziale del sentiero, partendo da Brissago, presenta qualche passaggio un po’ critico attrezzato con catene, quindi meglio evitare di percorrerlo da soli. In alcuni punti si gode una bellissima vista sul lago Maggiore, verso Locarno e verso il bacino italiano. Durante la camminata si incontrano diverse baite di pietra, a testimonianza che nei decenni scorsi in quest’area montana non c’era solo bosco ma anche aree di pascolo, oggi abbandonate.

 

Ma l’aspetto più affascinante del percorso è sapere che questa mulattiera fu uno dei collegamenti principali durante gli ultimi anni della seconda guerra mondiale per il passaggio verso la Svizzera. Il sentiero è infatti chiamato “Le porte della libertà” e fu percorso da partigiani, ebrei che fuggivano alle persecuzioni nazifasciste, e da persone che cercavano rifugio in terra neutrale. “Nel 1944, in occasione degli eventi più importanti della guerra partigiana – si legge su un cartello posto lungo il percorso – la frontiera, pur ufficialmente chiusa, restò di fatto aperta”.

E ancora: “Muovendosi tra le rigide politiche della Confederazione e una genuina comunanza di sentimenti, la popolazione e le autorità locali fornirono aiuto e riparo a chi superava il confine fuggendo dalla dittatura, e a chi lo passava per unirsi alla lotta partigiana”.

 

Il percorso è stato oggetto di un’escursione organizzata ieri, giovedì 16 agosto, dalla Commissione cultura e turismo di Brissago, alla quale ha preso parte una ventina di persone guidate dalla vicesindaco Eugenia Dell’ora.

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