POLITICA E POTERE
Violenza a Lugano. Ghisletta fa arrabbiare Valenzano Rossi
La municipale PLR reagisce duramente a un post del collega socialista: "Fomenta un'ondata di polemiche per qualche like sui social"

LUGANO - “Raoul Ghilsetta dimostra ancora una volta di non aver capito qual è il ruolo di chiese in un Esecutivo”. Karin Valenzano Rossi non ci sta e reagisce duramente a un post pubblicato su Facebook dal collega socialista.

Al centro della polemica vi sono gli ultimi episodi di violenza giovanile avvenuti in città. Le risse alla Pensilina Botta e a Lugano Marittima. Ma oltre che per la violenza nuda e cruda, c’è un disagio crescente negli abitanti del Quartiere Maghetti e dintorni, per atti di degrado legati alla movida: bottiglie spaccate, rifiuti, vomito e feci sul suolo pubblico e su quello privato.

Ghisletta, condividendo le riflessioni critiche fatte da Don Emanuele Di Marco al Corriere del Ticino, che in quei luoghi ci vive, ha scritto in un post: “Tra folli neonazisti che scorrazzano indisturbati alle 18.00 del 1. agosto in Piazza Riforma (rivendicando di far re-emigrare il 40% della popolazione di Lugano!), tra i gravi episodi di violenza che periodicamente scoppiano alla sera nei fine settimana alla Pensilina Botta e tra gli eccessi della movida che fanno impazzire gli abitanti del Centro, c'è veramente da chiedersi cosa non funziona nella prevenzione e nel controllo del Centro Città. E manca anche il dialogo con la popolazione, come chiede Don De Marco, nonostante sia stato sollecitato anche da un'interrogazione di Silvia Barzaghi e Cristiano Canuti. Preoccupante! Molto preoccupante!”.

Un post che, come detto, ha fatto saltare la mosca al naso alla collega Valenzano Rossi, responsabile della polizia cittadina. “Mi spiace vedere inutilmente buttare benzina sul fuoco su un tema sociale così delicato e preoccupante, che merita invece rispetto e un approccio serio, approfondito, multidisciplinare e non certo un’ondata di polemica fomentata anche da un collega di Municipio, alla ricerca di qualche like sui social. A questo punto è l’ennesima conferma che non ha capito quale è il lavoro di un esecutivo”, ribadisce la municipale PLR a Liberatv.ch.

“Forse - aggiunge - il collega Ghisletta era disattento quando in Municipio si riferiva degli incontri con la cittadinanza e i vari attori interessati nel comparto della movida. Sul tema del disagio giovanile abbiamo già da tempo avviato un dialogo interdiscasteriale, coinvolgendo anche la polizia cantonale e la magistratura dei minorenni, per cercare di capire quale iniziative mettere in campo per contenere questo fenomeno. In passato abbiamo già fatto più volte incontri con i gestori dei locali notturni, anche per migliorare la collaborazione con la polizia. E proprio recentissimamente abbiamo fatto un incontro con privati, esercenti e commercianti del Maghetti, per capire quali misure mettere in atto per evitare una nuova ondata di violenza, pensando soprattutto a quando i ragazzi problematici torneranno da Lugano Marittima a frequentare il centro. Quindi non è assolutamente vero che non ascoltiamo i cittadini”.

Di soluzioni da bacchetta magica, sottolinea Valenzano Rossi, non ce ne sono. Pure una maggiore presenza e visibilità della polizia nei luoghi più sensibili, come chiedono in molti, potrebbe rivelarsi una misura illusoria. Allargano lo sguardo, la municipale PLR conclude il ragionamento: “La sola polizia di Lugano non può risolvere un problema sociale. Si tratta di mettere bene in fila le priorità dello Stato, soprattutto a livello cantonale. Sappiamo che manca un centro educativo chiuso, dove si possa aiutare giovani che commettono reati e si rendono protagonisti di atti di violenza. Forse servirebbe indirizzare meglio l’impiego delle risorse pubbliche verso la magistratura dei minorenni, i servizi di supporto e aiuto ai giovani, nella formazione, per evitare che questi ragazzi si perdano in atti di violenza, perché loro saranno gli adulti di domani. Ma dove vanno se oggi si rendono colpevoli di simili violenze? Forse servirebbero un po’ meno milioni nell’asfalto fonoassorbente e in studi di fattibilità di progetti faraonici che non si faranno mai e maggiori risorse per i giovani!”.

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