CRONACA
Il coraggio di scalare la marcia... Il caso di Boriello, che lascia la A per la B. Ma a Ibiza!
Daniele Trevisani, specializzato in formazione aziendale e coaching, afferma che Borriello ha scelto “un life script, un copione di vita, che non è stato scritto da nessuno”

L’altro giorno si è diffusa la notizia che Marco Borriello – ex attaccante di Milan, Juve, Roma e Cagliari - ha firmato il contratto con l’Union Deportiva Ibiza, la ripescata della Segunda División B (che corrisponde alla serie C). Tra chi ha commentato sui social la sua scelta, scrive la giornalista Elvira Serra in un approfondimento sul Corriere della Sera, “forse c’era anche un pizzico di ammirazione per un uomo che ha avuto il coraggio di fare downshifting, di scalare la marcia, rinunciando a qualcosa per guadagnarne un’altra”.

 

Borriello, in fondo, avrebbe potuto infatti giocare un altro anno nella serie A italiana e segnare così i quattro gol che gli mancavano per raggiungere quota 100.

 

“Invece, a sorpresa, ha scelto la sfida spagnola: vincere il campionato, magari portare l’Ibiza in Liga, e scrivere la sua pagina di storia con gli infradito. Forse lo raggiungerà Antonio Cassano. E così sarebbero in due”.

 

L’articolo parla anche di altri individui di successo che hanno deciso di scalare la marcia: “Molto più in piccolo, il fumettista Matteo Bussola a 35 anni decise di lasciare il lavoro di architetto per guadagnare sicuramente meno, ma passare più tempo in casa con le figlie: dalla sua nuova vita è nato un fortunato libro con Einaudi, Notti in bianco, baci a colazione, tradotto in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. E il manager Simone Perotti, che dieci anni fa ha mollato il posto di manager per girare il mondo in barca, oggi 52enne nella sua bio online scrive: per vivere faccio qualunque cosa solo quando ho bisogno di soldi, cioè raramente perché vivo con poco. Ho pitturato case, preparato aperitivi, fatto la guida per turisti americani, fatto conferenze. Vendo le mie sculture e i miei “pesci” di ardesia e legno antico”.

 

Daniele Trevisani, specializzato in formazione aziendale e coaching, afferma che Borriello ha scelto “un life script, un copione di vita, che non è stato scritto da nessuno”. Questo per Trevisani, autore di Psicologia della libertà, è un gesto molto coraggioso. Lui di norma ha a che fare con dirigenti e imprenditori che non riescono a uscire dalle modalità on o off: “Alternano il lavoro massacrante a periodi di isolamento totale, senza mai trovare un equilibrio”.

 

Fabio Introini, che è ricercatore di sociologia alla Cattolica di Milano, parla invece di una necessità diffusa di ridisegnare le priorità: “Per quelli come Borriello è più facile dire rallento, ma in generale i valori dominanti del tardo capitalismo hanno un po’ stancato: la nuova idea di benessere passa per la riscoperta della dimensione sociale”.

 

Che è anche “desiderio di riscoprire valori diversi, post individualisti”.

 

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